NAPOLI – La sonnolenza alla guida è uno dei principali fattori che contribuiscono agli incidenti stradali. Secondo la National Sleep Foundation, infatti, circa il 20% di tutti gli incidenti stradali e l’1,8% degli incidenti mortali che si sono verificati dal 2017 al 2021 negli Stati Uniti sono stati causati proprio dalla sonnolenza.
Uno stato di sonnolenza può derivare da diversi fattori: una guida prolungata e monotona, oppure un elevato carico di lavoro o fattori correlati propriamente al sonno, come ad esempio la sua privazione. Tutto ciò può ridurre l’attenzione dei conducenti, compromettere la loro percezione del pericolo e rallentare le loro risposte, aumentando così il rischio di incidenti.
LE CONTROMISURE ALLA SONNOLENZA ALLA GUIDA: I 16 METODI
Date le cause comuni di sonnolenza alla guida, è importante dunque implementare contromisure tempestive. In letteratura sono stati riportati oltre 16 metodi per mitigare la sonnolenza tra cui, per esempio, parlare con i passeggeri, fare un breve pisolino, ascoltare musica o radio, aprire il finestrino, bere, e così via. In generale, però, succede spesso che le persone continuino a guidare nonostante siano consapevoli del loro stato di sonnolenza e dispongano di contromisure efficaci.
L’AIUTO DEGLI ASSISTENTI VOCALI
Per questo, ricercatori del Regno Unito e della Cina hanno deciso di indagare come gli assistenti vocali in auto possano contribuire a ridurre i rischi dovuti alla sonnolenza. Nel 2023, oltre 20 milioni di veicoli erano dotati di assistenti vocali, con un tasso di installazione superiore all’80%. Lo studio è stato pubblicato su Applied Ergonomics.
I ricercatori hanno testato cinque diversi modi di utilizzare gli assistenti vocali durante le simulazioni di guida notturna: non fare nulla, ascoltare passivamente, ascoltare in modo significativo, ripetere frasi e rispondere a domande.
I risultati, come evidenzia European Transport Safety Council (Etsc), “hanno dimostrato che l’interazione attiva, in particolare la ripetizione e la risposta, è stata la più efficace nel mantenere vigili i conducenti. I guidatori hanno riferito di sentirsi significativamente meno assonnati, hanno mostrato un maggiore livello di eccitazione fisiologica, un mantenimento più stabile della corsia e una maggiore attenzione alla strada durante la conversazione con l’assistente vocale”.
“È interessante notare- afferma l’Etsc- che, sebbene ne abbiano beneficiato sia i conducenti più giovani (18-35) sia quelli di mezza età (36-64), lo studio ha rilevato differenze nel modo in cui hanno reagito a livello fisiologico, il che suggerisce che i sistemi potrebbero dover essere adattati a diverse fasce d’età”.
PER I CONDUCENTI DI MEZZA ETÀ MEGLIO ‘L’AUTOREGOLAZIONE’
Con l’aumentare dell’età- si legge ancora nello studio- i conducenti sono meno fisiologicamente suscettibili alla perdita di sonno e ai disturbi alla guida correlati alla sonnolenza. Ciò è confermato dai livelli più bassi di indicatori neurofisiologici correlati alla sonnolenza riscontrati dai conducenti di mezza età o più anziani e dalla minore sonnolenza soggettiva riportata in condizioni di guida che inducono sonnolenza. Inoltre, i conducenti di mezza età (per lo studio dai 30 anni in poi, ndr) hanno più esperienza di guida e hanno un atteggiamento più negativo nei confronti della guida assonnata rispetto ai conducenti più giovani (17-29 anni). Di conseguenza, tendono ad autoregolarsi evitando situazioni difficili come la guida notturna e riducendo le distanze di guida.
Questi comportamenti di autoregolazione potrebbero aiutarli a compensare le capacità cognitive compromesse legate alla guida, come l’attenzione divisa, che diminuiscono con l’età. D’altro canto- evidenzia lo studio- poiché le interazioni vocali durante la guida costituiscono un doppio compito, il declino cognitivo legato all’età potrebbe impedire ai conducenti di mezza età di svolgere il doppio compito con la stessa efficacia dei loro coetanei più giovani. In particolare lo studio evidenzia che i conducenti di mezza età mostrano tempi di reazione più lunghi e tassi di errore più elevati nei doppi compiti, indipendentemente dalla competizione di risorse tra i compiti. Pertanto, i conducenti di mezza età potrebbero avere una capacità relativamente ridotta di dedicare la propria attenzione contemporaneamente al compito di guida e all’interazione vocale rispetto ai conducenti più giovani. Ciò potrebbe minacciare la loro sicurezza di guida e ridurre l’efficacia delle contromisure contro la sonnolenza.
La ricerca che esplora come l’età influenzi l’efficacia di varie contromisure basate sugli assistenti vocali nel contrastare la sonnolenza è limitata, dice lo studio, quindi in futuro è un tema che potrebbe essere approfondito.
In generale i ricercatori hanno concluso che le contromisure che coinvolgono più fasi cognitive, come l’ascolto, il pensiero e la risposta, offrono una protezione più forte contro la sonnolenza rispetto alle attività passive.




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