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Illinois, bambino palestinese ucciso con ventisei coltellate. Ferita anche la madre

La polizia: "L'attentatore voleva vendicare l'attacco di Hamas del 7 ottobre scorso"

Pubblicato:16-10-2023 08:59
Ultimo aggiornamento:16-10-2023 17:45
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bambino palestinese
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ROMA – Si chiama Joseph Czuba e ha 71 anni l’attentatore statunitense che sabato mattina ha accoltellato a morte un bambino di sei anni a Plainfield, nello Stato dell’Illinois, perché musulmano e di origini palestinesi. A chiamare il 911 è stata la madre del bambino che, secondo la polizia è stata nuovamente attaccata dall’anziano padrone di casa una volta riagganciato il telefono. Il Chicago Sun-Times riporta che Wadea Al-Fayoume, questa l’identità del bambino, ha subito 26 coltellate ed è deceduto in ospedale. La mamma ne ha subite circa la metà e, seppur grave, non sarebbe in pericolo di vita. Ai giornalisti ha raccontato che Wadea aveva compiuto 6 anni due settimane fa.

Stando sempre alla testata di Chicago, Czuba è stato arrestato e ora dovrà difendersi in tribunale dalle accuse di omicidio, tentato omicidio e crimini d’odio. Gli investigatori sostengono infatti che abbia agito contro la famiglia americana di origini palestinesi poiché mosso dal desiderio di vendicare l’attacco di Hamas del 7 ottobre scorso contro Israele, e perché sono di religione musulmana. L’Ufficio dello sceriffo della contea di Will ha definito inoltre tale crimine “insensato” e “vigliacco”. Intervistato dai media americani, Ahmed Rehab, presidente del Council on American-Islamic Relations, ha detto: “Ci troviamo di fronte all’omicidio di un bambino palestinese ad opera di qualcuno che si è radicalizzato a causa del clima in cui stiamo vivendo, che considera i palestinesi come animali umani”. Il riferimento è al modo in cui il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha definito gli abitanti di Gaza, annunciando il blocco totale di luce, acqua e cibo nella Striscia. Rahab ha aggiunto che Czuba ha fatto irruzione in casa gridando “voi musulmani dovete morire”.

La Muslim Civil Liberties Organization ha invece affermato che questo crimine concretizza “il nostro incubo peggiore” e ha parlato di una campagna d’odio che stanno subendo gli arabi e i musulmani, fatta di “un aumento nelle telefonate e nelle email contenenti messaggi d’odio da quando è cominciata la guerra tra Israele e Hamas”.


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