Omicidio Sacchi, Anastasiya risponde ai genitori di Luca: “Nessuna storia con Princi”

Dichiarazione spontanea di Anastasiya Kylemnyk al termine dell'udienza nel processo per la morte di Luca Sacchi per rispondere alle deposizioni dei genitori
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – “Tra me e Giovanni Princi non c’e’ mai stato niente. C’e’ stata solo una semplice amicizia nata dopo l’amicizia tra il mio fidanzato e lui. Ero attaccatissima al mio fidanzato. La mia vita era con lui”. A parlare, chiedendo la parola per una dichiarazione spontanea al termine dell’udienza nel processo per la morte di Luca Sacchi, e’ Anastasiya Kylemnyk, la fidanzata del personal trainer ucciso con un colpo di pista la notte tra il 23 e il 24 ottobre dello scorso anno davanti ad un pub in zona Colli Albani a Roma. Per omicidio volontario, sono imputati nel processo Valerio Del Grosso, Paolo Pirino e Marcello De Propris. Sul banco degli imputati anche Armando De Propris accusato di aver fornito l’arma del delitto.

La giovane e’ imputata per violazione della legge sulla droga, ma anche parte civile. Anastasiya ha chiesto di parlare dopo la deposizione dei genitori di Luca Sacchi, durante la quale la madre di Luca, Concetta Galati, ha riferito di aver visto sguardi di intesa, durante una vacanza, tra Princi, amico di Luca, e la fidanzata della vittima.

Poi ha risposto anche al padre di Luca, Alfonso Sacchi, che ha raccontato come la Kylemnyk aveva detto di voler vivere vicino alla famiglia Sacchi perche’ aveva problemi in casa: “Non ho mai detto che mio padre mi maltrattava. Mio padre mi ha accolto con lui quando avevo 8 anni. Mi ha protetto per tutti questi mesi come una roccia. Non mi ha mai maltrattato”.

LA MADRE DI LUCA: ANASTASIYA SI AGITÒ QUANDO SEPPE DEGLI ARRESTI

“Il giorno dopo la morte di Luca, Anastasiya era a casa mia e quando vide in tv che avevano arrestato due ragazzi, si agito’, mi chiese l’auto e ando’ via. Quando c’erano i funerali di Luca, l’ho chiamata al telefono e lei ha detto che non se la sentiva per l’attenzione mediatica. Ma dopo 5 anni di fidanzamento come si fa a non andare neanche al funerale? Io la volevo vicino Anastasiya perche’ per me era come avere vicino ancora Luca, in ospedale con lei ci siamo messe in terra a pregare mentre i medici ancora tentavano di salvare la vita a Luca, ma poi non mi ha piu’ cercato, e’ andata via di casa sabato mattina alle 7 con ancora il pigiama e non ci siamo piu’ viste”. Cosi’ Concetta Galati, la mamma di Luca Sacchi, ascoltata come testimone al processo davanti alla prima Corte d’Assise di Roma per l’omicidio del figlio, Luca Sacchi.

LA MADRE DI LUCA: ANASTASIYA ERA COME UNA FIGLIA

Anastasiya era come una figlia, ma poi e’ cambiata dopo una vacanza in montagna che organizzammo, in cui sono venuti anche Giovanni Princi e la fidanzata Clementina. Era improvvisamente piu’ distaccata con me- ha raccontato la madre di Luca Sacchi- penso perche’ avevo notato una sguardo d’intesa fra lei e Princi e lo avevo riferito a Luca. A me da madre era sembrato uno sguardo che aveva qualcosa di sentimentale ma forse era una complicita’ dovuta ad altre cose”.

“All’inizio Anastasiya mi aiutava in casa ma l’ultimo periodo era cambiata, lasciava la tazza del te’ sporca sul tavolo“, ha spiegato la donna ripercorrendo le ore prima e dopo l’omicidio del figlio.

Giovanni Princi non mi e’ mai piaciuto, quando era a casa nostra era sempre molto strafottente tanto che anche Luca qualche volta si arrabbio’. Quando ero in ospedale – ha aggiunto la mamma di Sacchi – Princi e la fidanzata sono rimasti tutti il tempo distanti, non sono mai venuti a confortarmi”.

“Anastasiya per noi era una figlia, le volevamo bene. Quando e’ morto Luca eravamo a casa e le abbiamo detto: la camera di Luca ora e’ tua – ha invece detto il padre di Luca, Alfonso SacchiL’abbiamo coinvolta anche nella donazione degli organi di Luca, gesto che abbiamo deciso di fare perche’ Luca amava il prossimo”.

IL PADRE DI LUCA: ANASTASIYA CI DISSE CHE LUCA NON C’ENTRAVA

Anastasiya ci ha detto che erano stati rapinati e Luca l’aveva difesa. Poi ha aggiunto ‘Luca non c’entra niente’, ripetendolo piu’ volte. All’inizio non ci feci attenzione ma poi, visti i fatti, ho capito”. Cosi’ Alfonso Sacchi, il padre di Luca, ascoltato come testimone nel processo davanti alla prima Corte d’Assise di Roma per l’omicidio del figlio.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

16 Ottobre 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»