Bonaccini: “La scuola? Didattica a distanza oppure orari più differenziati. Lockdown da evitare”

"Se De Luca ha chiuso le scuole avrà i suoi motivi, tra l'altro è stato rieletto con un plebiscito", dice Bonaccini. Lockdown? "Lo dobbiamo evitare, porterebbe alla disperazione"
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

BOLOGNA – Tornare alla didattica a distanza o spalmare di più gli orari di scuola, al mattino e al pomeriggio. Sono le uniche due strade che il governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, vede percorribili se i contagi dovessero continuare a crescere così rapidamente. Anche perché “non abbiamo mezzi pubblici“. Il presidente lo dice questa mattina, ospite di Mattino 5.

“Se il contagio dovesse ulteriormente aumentare- sostiene Bonaccini- per non far perdere l’anno scolastico ai ragazzi, le soluzioni sono due: o si introduce la didattica a distanza, parziale o totale, per coloro che ne hanno necessità; oppure si differenziano gli orari della scuola, più spalmati sull’arco della mattina e del pomeriggio, così diminuisce la pressione”.

Il governatore dell’Emilia-Romagna ribadisce di essere “tra quelli che difende la scuola in presenza: anch’io credo che sia anche socialità. Poi però se c’è il virus, hai anche i genitori che sono preoccupati del possibile contagio. Si dice che servono più trasporti pubblici: è vero, ma noi non abbiamo più mezzi pubblici. Coi Comuni e coi sindaci abbiamo messo molte più risorse, abbiamo reperito tutti i possibili bus e non ne abbiamo più a disposizione. O qualcuno ce li manda e ce li dà, con anche risorse aggiuntive, oppure diventa davvero impossibile“.

In trasmissione si avanza l’idea di utilizzare i bus turistici. “Non sono uguali ai mezzi pubblici delle città- premette Bonaccini- però anche quella è una possibile soluzione. Ma servono risorse, altrimenti come si fa ad avere la possibilità di portare gli studenti a scuola?”, insiste il governatore.

LEGGI ANCHE: Coronavirus, De Luca chiude le scuole in Campania fino al 30 ottobre

“DE LUCA AVRÀ I SUOI MOTIVI, OGGI DISCUTEREMO COL GOVERNO”

La Campania è ad oggi una delle regioni italiane col più alto numero di contagi. Quindi se il governatore Vincenzo De Luca ha deciso di chiudere le scuola, “avrà i suoi buoni motivi”, dice Bonaccini a ‘Mattino 5. “I provvedimenti del Governo fissano i principi generali e permettono alle Regioni di restringere- ricorda Bonaccini- se De Luca ha preso quella decisione avrà i suoi buoni motivi. È chiaro che la Campania, se guardiamo i numeri, ha un contagio in termini assoluti molto elevato e soprattutto ha una percentuale di positivi su quelli che vengono tamponati tra le più alte in Italia”. Peraltro, ci tiene ad aggiungere Bonaccini, “De Luca è stato appena rieletto con un plebiscito, quindi immagino che i cittadini lo abbiano valutato come una persona competente, affidabile e capace”.

LEGGI ANCHE: Campania, Azzolina contro De Luca: “Chiudere le scuole decisione gravissima e sbagliata”

Questa mattina, intanto, sono in programma incontri della Conferenza delle Regioni e anche della Stato-Regioni. “Dovremo discutere di come seguire la curva epidemiologica, che sta crescendo molto- spiega Bonaccini- c’è un’esplosione negli ultimi giorni“. Quindi, esorta il presidente, “bisogna nelle prossime ore provare insieme al Governo a fare delle valutazioni. L’Italia non è colpita allo stesso modo, come non lo fu l’altra volta. Di certo- ribadisce Bonaccini- non possiamo permetterci un altro lockdown generalizzato, che ci porterebbe dalla pandemia sanitaria alla pandemia economica e sociale. Quindi dobbiamo essere pronti a eventuali restrizioni parziali, proprio per evitare la chiusura di tutto, che porterebbe alla disperazione“.

LEGGI ANCHE: Bonaccini: “Lockdown totale difficile da immaginare, si rischia pandemia economica”

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

16 Ottobre 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»