Hong Kong, fischi e maschere in parlamento: la protesta dei deputati anti-Pechino

I deputati di opposizione hanno accolto l'ingresso della governatrice con fischi e slogan della contestazione popolare anti-Pechino, che nella regione autonoma cinese prosegue da mesi
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ROMA – Agenti di polizia erano stati schierati intorno al Parlamento di Hong Kong per prevenire disordini o – come già accaduto in passato – l’ingresso non autorizzato di manifestanti. Per oggi infatti era previsto il discorso annuale della governatrice Carrie Lam sulla sua linea di politica generale. Le maggiori proteste si sono invece verificate proprio all’interno del palazzo legislativo: i deputati di opposizione hanno accolto l’ingresso della governatrice con fischi e slogan della contestazione popolare anti-Pechino, che nella regione autonoma cinese prosegue da mesi.

I parlamentari di opposizione si sono presentati poi vestiti di nero, un richiamo all’abbigliamento dei manifestanti. Altri hanno anche indossato maschere che ritraevano il volto del presidente Xi Jinping, oppure esposto fotografie della leader politica con le mani insanguinate per denunciare i numerosi atti di violenza della polizia contro i manifestanti, con decine di feriti. Quindi, più volte i parlamentari hanno invocato le dimissioni di Lam.

Stando alla stampa locale, Lam è riuscita faticosamente a tenere il suo discorso, interrotto più volte dai deputati di opposizione. Il ‘South China Morning Post’ osserva che si è trattato del discorso programmatico più breve dal 1997, ossia da quando la sovranità di Hong Kong è tornata dal Regno Unito alla Cina: solo 53 i punti affrontati, contro i 322 dello scorso anno, in poco più di 50 minuti.

Lam ha parlato, tra le altre cose, della “recessione tecnica” in cui l’economia di Hong Kong è scivolata nel secondo trimestre dell’anno. Quindi ha confermato il divieto di usare maschere anti-gas durante le manifestazioni, divenute sempre più diffuse anche in ragione del ricorso, da parte della polizia, dei lacrimogeni.

Infine è stata rinviata la cancellazione formale del disegno di legge sull’estradizione, ossia la contestata proposta che ha dato origine alle manifestazioni popolari anti-cinesi degli ultimi mesi.

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16 Ottobre 2019
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