Accademia Crusca: “La parola ‘razza’ deve restare nella Costituzione”

L'intervento del professor Claudio Marazzini, presidente dell'Accademia della Crusca
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ROMA – La parola ‘razza’ deve restare nella Costituzione. A dirlo il professor Claudio Marazzini, presidente dell’Accademia della Crusca. “È un’indicazione precisa– ha spiegato intervenendo a ‘La Storia oscura’, su Radio Cusano Campus- cioè non che esistono le ‘razze’ scientificamente parlando in quanto la Costituzione non è un testo di scienza, però la parola ‘razza’ indica qualche cosa che nell’opinione comune è ben radicato, e quando dico al cittadino tu non devi discriminare in nome della ‘razza’, è evidente che il cittadino capisce quello che non deve fare. Al contrario se io lo cancello dalla Costituzione siamo sicuri poi di non spuntare un’arma di difesa molto chiara e comprensibile a tutti?”.

Più in generale, ha aggiunto, “la lingua italiana sta bene, semmai sono gli italiani che possono stare male perché qualche volta hanno un rapporto non perfetto con la propria lingua; ovviamente non tutti. O perché la usano male o perché talvolta la sottovalutano, o la disprezzano: non a caso siamo all’ultimo posto nell’indagine Ocse sul livello di alfabetizzazione. Ci sono delle sentenze della Corte Costituzionale, c’è una legge del 1999 che considera l’italiano la lingua ufficiale in Italia, la lingua come bene culturale. Certo, sarebbe bello che l’italiano fosse inserito nella nostra Costituzione ma abbiamo visto che è molto complicato andare a toccare la prima parte della nostra carta costituzionale, cioè i principi generali. Forse- ha concluso Marazzini- è meglio lasciare le cose come stanno altrimenti si incomincia a voler cambiare tutto magari a cominciare da quella storia della parola ‘razza’”.

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