Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Vaccini, c’è un vulnus nella legge? L’Ordine dei Medici chiarisce: “Consenso informato necessario”

Secondo l'Omceo di Roma la mancata firma del consenso informato da parte dei genitori equivale alla mancata vaccinazione dei figli
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print


ROMA – Vaccinazioni obbligatorie e consenso informato. Esiste un nodo burocratico a cui la legge che rende obbligatorie le vaccinazioni per l’iscrizione a scuola sembra soccombere.

A denunciarlo è un medico di una Asl di Roma, che nei giorni scorsi si è trovato davanti al caso di alcuni genitori decisi a non firmare il consenso informato per i propri figli, appellandosi all’obbligatorietà della legge dello Stato: “Perché dovrei firmare se l’obbligo è legge?”, è stato il ragionamento dei genitori.

Di fronte al diniego, l’impasse dei camici bianchi: “Procedere comunque con la puntura o fermarsi per non correre alcun rischio?“, il loro interrogativo. In molti, quindi, si sono fermati chiedendo all’Ordine dei medici di fare chiarezza sul caso.

Il risultato è che ancora oggi, a scuole iniziate, alcuni bambini della Capitale vanno in aula senza essere vaccinati. Almeno fino al 10 marzo 2018, quando tutti dovranno presentare la documentazione comprovante l’avvenuta vaccinazione.

A dare una risposta ai colleghi in difficoltà è stato il presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, Giuseppe Lavra: “Il principio del consenso informato, nel caso di minori, espresso dai genitori, è un principio cardine per l’espletamento di qualsiasi attività sanitaria“.

Un atto sanitario posto in essere in assenza di consenso, infatti, può “integrare un illecito civile, penale e deontologico”, secondo Lavra, per cui non c’è nessun dubbio: il consenso informato da parte dei genitori anche nel caso dei vaccini serve.

“L’obbligatorietà della vaccinazione- spiega ancora il presidente dell’Omceo Roma- non sembra comportare alcuna deroga al principio per cui il medico, dopo aver escluso che possano esserci circostanze ostative alla vaccinazione e dopo aver opportunamente informato il genitore, debba raccoglierne il consenso prima di procedere alla vaccinazione“.

E nel caso in cui “immotivatamente” il genitore si rifiuti di sottoporre il proprio figlio all’obbligo, la reazione dell’ordinamento non è quella di “imporre coattivamente la vaccinazione”, ma di “sanzionare il comportamento a livello amministrativo”, conclude infine Lavra.

In altri termini, secondo l’Omceo di Roma la mancata firma del consenso informato da parte dei genitori equivale alla mancata vaccinazione dei figli, e quindi comporta le sanzioni previste dalla legge entrata in vigore a luglio.

NO VAX: IN MOLTE REGIONI MEDICI NON CHIEDONO PIÙ CONSENSO

“Io ho avuto conferme che in molte Regioni non chiedono più la firma del consenso proprio grazie alla circolare del ministero della Salute”. A farlo sapere Ana Diana Demian, presidente dell’associazione Lov-Liberi dall’obbligo vaccinale, interpellata dall’agenzia Dire in merito alla denuncia di un medico di una Asl di Roma, che nei giorni scorsi si è trovato davanti al caso di alcuni genitori decisi a non firmare il consenso informato per i propri figli, appellandosi all’obbligatorietà della legge dello Stato.

“Il ministero della Salute deve assolutamente ritrattare la circolare, uscita ad agosto- spiega- in cui ha annunciato che il consenso informato è un mero atto burocratico e non è necessario richiederlo nel caso delle vaccinazioni obbligatorie. Secondo il ministero il consenso informato va quindi superato, mentre secondo la normativa non proprio: quella più recente, infatti, prevede che ci debba essere il consenso informato scritto”.

I genitori che non intendono firmare il consenso informato, aggiunge ancora la presidente di Lov, lo possono fare “perché è un loro diritto e non possono essere obbligati a farlo. E i medici non possono firmarlo al posto dei genitori e allo stesso tempo non possono neanche procedere con la vaccinazione. Quindi si tratta dell’ennesima impasse giuridica nel nostro Paese”.

Secondo Demian, quindi, sarebbe il caso che i medici e i relativi ordini “iniziassero non solo a tutelare se stessi ma anche i loro pazienti, sotto tutti i punti di vista. Dovrebbero iniziare ad applicare la direttiva di cui ha anche parlato il presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, Giuseppe Lavra, facendo firmare questo benedetto consenso e iniziando ad informare veramente i genitori- conclude- cosa che non si fa”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»