Mogadiscio, le vittime salgono a 300. I primi 160 seppelliti prima dell’identificazione

Il presidente Mohamed Abdullahi Mohamed ha proclamato tre giorni di lutto nazionale
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ROMA – E’ salito a trecento il bilancio delle vittime dell’attentato suicida di sabato a Mogadiscio, capitale della Somalia. L’entità della strage giustifica il titolo scelto dal ‘New York Times’: ‘Il più grave attentato terroristico degli ultimi decenni’. Mentre il presidente Mohamed Abdullahi Mohamed ha proclamato tre giorni di lutto nazionale, le autorità temono che il bilancio non sia ancora definitivo. D’altronde il camion imbottito di tritolo è esploso in una delle strade più affollate della capitale, Jidka Afgooye, e proprio di fronte a un albergo, l’Hotel Safari.

GLI OSPEDALI E I SOCCORSI IN ESTREMA DIFFICOLTA’

Secondo la stampa internazionale, nessuno ha ancora rivendicato l’accaduto, sebbene il Paese del Corno d’Africa sia sempre più di frequente bersaglio del gruppo armato degli Shebaab. Come denuncia la stampa, ospedali e macchina dei soccorsi si trovano in enorme difficoltà per mancanza di attrezzature, posti letto, veicoli.

160 CADAVERI GIA’ SEPPELLITI DALLE AUTORITA’

Neanche il tempo di identificare tutti i cadaveri: ben 160 sono stati già seppelliti dalle autorità. Le persone che non hanno notizie dei propri familiari – spiega ‘Evening Standard’ – fanno la spola tra gli ospedali e il luogo dell’accaduto per raccogliere informazioni sui cari scomparsi. “Ho paura che mio fratello sia tra le salme inumate dalle autorità” spiega una ragazza, che lamenta la mancanza di informazioni. “In dieci anni di esperienza in prima linea a Mogadiscio, non abbiamo mai assistito a nulla di simile“, il commento su Twitter degli operatori di un’ambulanza locale.

di Alessandra Fabbretti, giornalista

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