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A Pavia si apre il congresso Simit, poi si prosegue a Baveno

Più di 800 gli specialisti attesi, provenienti da tutta Italia e dall’estero
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ROMA – Si è aperto oggi, domenica 16 ottobre, presso l’università degli studi di Pavia, il 15esimo congresso internazionale Simit, Società italiana di malattie infettive e tropicali.

Più di 800 gli specialisti attesi, provenienti da tutta Italia e dall’estero. Il congresso, ormai giunto alla sua XV edizione, proseguirà poi, dal 17 al 19 ottobre, presso il Grand Hotel Dino, a Baveno. L’appuntamento continua nella propria tradizione di proporre argomenti di grande attualità in campo infettivologico con l’obiettivo non solo di formare e informare, ma anche quello di promuovere l’attenzione da parte di media e istituzioni su tali temi.

IL CONGRESSO

Le priorità che verranno sviluppate con un nuovo e innovativo ‘format’ congressuale, vertono su argomenti ‘classici’ della specialità: antibiotico-resistenza, infezione-malattia da HIV, infezione-malattia da virus epatici, infezioni batteriche fungine, malattie tropicali e parassitarie, infezioni nel paziente immuno-compromesso, infezioni nel paziente fragile, infezioni correlate all’assistenza. “Abbiamo ritenuto di notevole interesse- spiega il professor Gaetano Filice, direttore dell’Unità di Malattie infettive del Policlinico San Matteo, Pavia- un aggiornamento inerente le infezioni da virus respiratori, infezioni in gravidanza, malattie infettive emergenti e riemergenti, malattie infettive e migrazioni, nonché sessioni sui nuovi farmaci antivirali e al futuro didattico-assistenziale delle malattie infettive”.

PAVIA, CENTRO DI ECCELLENZA PER L’INFETTIVOLOGIA

Pavia ha visto la nascita e lo sviluppo, 35 anni fa, della prima struttura Dipartimentale Clinico-laboratoristica di Malattie infettive. Nel corso degli anni successivi i suoi allievi a Pavia e in altre prestigiose sedi universitarie quali Varese, Brescia, Verona, Torino, Bologna e Catanzaro, nonché in decine di Divisioni ospedaliere, hanno dato lustro e prestigio alla scuola Infettivologica pavese.

SPAZIO AI GIOVANI

“Ampio spazio- aggiunge il professor Domenico Santoro, direttore dell’Unità di Malattie infettive dell’Azienda ospedaliera Sant’Anna di Como- sarà dato alle nuove leve dell’infettivologia italiana, dando la possibilità di esposizione orale dei contributi scientifici ed attribuendo premi speciali ai lavori migliori. Una serie di relazioni verranno inseriti in sessioni congiunte con altre società scientifiche al fine di rafforzare il concetto che l’infettivologo moderno deve sviluppare la professione nell’ambito di un contesto multidisciplinare”.

LOMBARDIA

La Lombardia è la regione italiana dove ci sono più strutture ospedaliere per malati critici. Presso tali pazienti si sviluppano più facilmente infezioni anche gravi molte delle quali da batteri ad alta resistenza agli antibiotici.

Il problema è la gestione della terapia antibiotica, la cosiddetta ‘antibiotic stewardship’ dove in Lombardia, come nel resto d’Italia, non sempre e non ovunque sono stati sviluppati dei programmi ancora efficaci di gestione per la corretta somministrazione degli antibiotici specie nei pazienti a più alto rischio di infezione come gli immuno-compromessi (trapiantati, neoplastici, anziani, ecc).

A preoccupare particolarmente è la percentuale elevata di anziani over 70 con infezioni gravi, in particolar da enterobatteri, batteri che normalmente sono i principali componenti della flora batterica intestinale e non danno problemi. Nelle persone fragili come l’anziano possono diventare virulenti e dare origine ad infezioni anche molti gravi. Tra questi batteri il più diffuso è l’E. coli ma il più pericoloso è la Klebsiella pneumoniae.

Il problema nell’anziano in Lombardia è particolarmente sentito perché è la regione d’Italia a più alta densità di posti letto per abitante (28,3 per 100 abitanti) nella case di riposo (le Rsa). Presso tali strutture si riscontrano percentuali elevate (anche del 50%) di infezioni causate da batteri resistenti agli antibiotici più comuni.

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