‘Sapere i sapori’, in classe a Roma si insegna la corretta alimentazione

ROMA - Educare i bambini delle scuole alla corretta alimentazione. E insegnare loro, attraverso il sorriso, le caratteristiche
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ROMA – Educare i bambini delle scuole alla corretta alimentazione. E insegnare loro, attraverso il sorriso, le caratteristiche dei prodotti regionali, dal broccolo romanesco alle fragole di Nemi, dal caciofiore all’olio di oliva Dop della Sabina o di Gaeta. Questo il senso della manifestazione ‘Sapere i sapori’, l’evento voluto dall’Arsial che si è tenuto nell’istituto Giovan Battista Valente, a Roma, alla presenza di circa 300 piccoli alunni e dell’amministratore unico dell’agenzia, Antonio Rosati.

Il progetto prevede due sezioni, entrambe dedicate all’educazione agricolo-alimentare dei più piccoli: una prettamente didattica, risevata alle scuole, ed una organizzata dalle associazioni che hanno vinto il bando l’anno scorso e che prevede un’attività formativa negli istituti. Oggi era di scena l’associazione ‘Cultural factory’ che, con l’ausilio di animatori-educatori, attraverso l’approccio comico didattico, ha intrattenuto i ragazzi tra laboratori e giochi interattivi, spesso interrotti da risate e curiose domande. “Abbiamo quattro laboratori didattici- ha spiegato la responsabile dell’associazione, Francesca Morelli- quello del formaggio dove insegniamo come avviene la produce artigianale. C’è poi ‘Il lungo viaggio dei cibi’, un gioco sulle differenze tra la filiera lunga, quella corta e il chilometro zero. ‘Super me’ è un terzo gioco che si fa con fiches che rappresentano carboidrati, vitamine, proteine, sali minerali e grassi e che serve per capire come distribuire i tipi diversi di nutrienti. Infine ‘Indovina chi’ è un gioco che facciamo per far indovinare ai bambini i prodotti tipici attraverso il confronto tra foto di prodotti generici e prodotti locali”.

 “‘Sapere i sapori’ è un programma a cui siamo molto affezionati- ha spiegato Rosati- Sostanzialmente noi andiamo in giro per le scuole elementari e medie, e dal prossimo anno nelle superiori, per informare sulla corretta alimentazione attraverso specialisti, tecnici e simpatici attori, che possono trovare canali di comunicazione diretti e più simpatici con i ragazzi, e per far conoscere il nostro territorio e i nostri prodotti: dal broccolo romanesco, all’olio d’oliva, fino a formaggi come il caciofiore, o cose che molti non conoscono come la mela limoncella o la salsiccia di San Biagio. Noi siamo convinti che chi mangia bene pensa bene e per questo il programma, finanziato con fondi comunitari, lo ripeteremo nel 2016, probabilmente con un nuovo bando”. “Oggi- ha spiegato la preside della scuola, Rosamaria Lauricella- erano previste solo le quarte e le quinte ma, spontaneamente, si sono aggiunte anche le altre classi. Gli operatori hanno coinvolto i bambini con i giochi sull’alimentazione e vari laboratori. Questo evento è diviso in due parti: la prima con 150 bambini, e la seconda, subito dopo, con altri 100. Usiamo questo percorso ludico basato sulla comica-didattica perché un modo divertente che serve però ad insegnare ai bambini cose fondamentali, in questo caso, sul tema dlel’agricoltura”.

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