mercoledì 14 Ottobre 2026

Ai, Vance punta all’auto-regolamentazione: “Se state costruendo un Frankenstein, fermatevi”

Secondo il vicepresidente degli Stati Uniti le aziende "dovrebbero guardarsi dentro prima di chiedere al governo"

ROMA – A JD Vance mancava Frankenstein come metafora, dopo troppi riferimenti biblici all’apocalisse. A un vertice sull’intelligenza artificiale a Los Angeles, il vicepresidente statunitense ha replicato alle richieste di regolamentazione globale avanzate da Dario Amodei, cofondatore di Anthropic, così: “Se state costruendo un mostro di Frankenstein, fermatevi”. Ovvero: “Se avete intenzione di creare Frankenstein, non venite dal governo a dire che abbiamo bisogno di una regolamentazione”. Insomma: autoregolatevi.

Anche questa è a suo modo una visione teologica: prima ti penti, poi chiedi aiuto, caso mai. Vance l’ha articolata così: i dirigenti tecnologici dovrebbero “guardarsi dentro e accettare che, se state costruendo un mostro di Frankenstein, innanzitutto dovreste fermarvi e, in secondo luogo, quando le aziende vi contattano dicendo: ‘Abbiamo bisogno degli strumenti per combattere Frankenstein’, fornite loro quegli strumenti”.

Vance, va detto, non condivide nemmeno l’allarmismo del suo presidente. Trump aveva liquidato l’intero scenario come “una bufala”, per poi ribattezzare l’IA “il più grande motore di sviluppo economico della storia”. E ovviamente si era autoproclamato “soluzione del problema”.

Il vicepresidente, pur riconoscendo un rischio possibile, ha preferito un’altra lettura degli allarmi lanciati dai vertici del settore: un “cavallo di Troia”, ha detto, sospettando che dietro la retorica della sicurezza si nasconda la solita richiesta di regole su misura.

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