sabato 10 Ottobre 2026

Iran, la Cina ribadisce: “Si torni al memorandum di Islamabad”

Il ministro Wang all'omologo Araghchi: "Sosteniamo gli interessi di tutti"

ROMA – Il prolungarsi del conflitto tra Stati Uniti e Iran “non è nell’interesse di nessuno, né delle parti coinvolte né della comunità internazionale” ed è per questo che la Cina incoraggia sia Washington sia Teheran a “tornare al più presto al Memorandum d’intesa di Islamabad” e ad “adottare misure efficaci per riaprire lo Stretto di Hormuz”: così ha dichiarato il ministro degli Esteri cinese Wang Yi all’omologo iraniano Abbas Araghchi, ricevuto stamani a Pechino.

LEGGI ANCHE: La Camera Usa chiede a Trump la fine della guerra in Iran. L’Arabia Saudita intercetta un drone degli Houthi diretto a La Mecca

Stando a quanto riferisce l’agenzia cinese Xinhua, il ministro Wang Yi – a pochi giorni dalla visita del presidente Xi Jinping a Washington per incontrare il presidente Trump – ha assicurato che Pechino “sostiene il dialogo tra l’Iran e gli altri Paesi del Golfo, appoggia il rispetto reciproco della sovranità territoriale e della sicurezza nazionale di entrambe le parti e la salvaguardia degli interessi comuni della regione in modo costruttivo”.

IL CONFLITTO NELLO YEMEN

Posizioni non nuove da parte di Pechino, che da mesi preme affinché cessi il conflitto e si torni ai normali scambi commerciali, superando lo stallo in cui giace il Memorandum siglato a giugno. Obiettivo non semplice, dato che il braccio di ferro tra i due Paesi per Hormuz non cessa, e a inasprire la già difficile situazione delle forniture globali di petrolio, gas e fertilizzanti si è aggiunto anche il conflitto nello Yemen, dove il governo rivale degli houthi combatte per rafforzare la presa sullo Stretto di Bab Al-Mandab sul Mar Rosso, con l’obiettivo di espellere le navi saudite anche da quest’altra arteria fondamentale per gli scambi energetici. Oggi l’Arabia Saudita ha denunciato di aver neutralizzato un missile non lontano dalla Mecca, città santa per l’islam sunnita, accusando gli houthi. Il movimento armato ha respinto l’accusa definendola “una nauseante menzogna”.

Intanto i combattimenti tra i ribelli e l’esercito del governo yemenita sostenuto da Riad stanno continuando a causare nuovi profughi, che in parte si stanno riversando nel vicino Gibuti. Questo governo oggi ha lanciato un appello agli aiuti alla comunità internazionale, dal momento che nei prossimi giorni si prevede che l’afflusso raggiungerà le 10mila persone.

Leggi anche