mercoledì 7 Ottobre 2026

Bologna, duplice omicidio in piazza dell’Unità: disposta la perizia psichiatrica su Maffia

Iniziato il processo al 49enne accusato delle uccisioni di Luca Gombi e Luca Monaldi

BOLOGNA – La Corte d’Assise di Bologna, presieduta dal giudice Pasquale Liccardo, ha disposto una perizia psichiatrica su Gennaro Maffia, il 49enne accusato di aver ucciso, il 2 giugno dell’anno scorso, Luca Gombi e Luca Monaldi, assassinati a coltellate nel loro appartamento in piazza dell’Unità a Bologna. La decisione è stata presa poco fa, durante la prima udienza del processo a carico di Maffia, imputato di omicidio aggravato dai futili motivi. A richiedere la perizia è stato l’avvocato Giancarlo Tunno, che difende Maffia assieme al collega Fausto Bruzzese. Motivando la propria richiesta, il legale ha sottolineato che recentemente- il 4, il 6 e il 7 settembre- “si sono verificati tre episodi di aggressioni in carcere non motivate” da parte di Maffia, aggiungendo che “anche prima del delitto ci sono stati episodi di aggressività immotivata” da parte dell’imputato, che oggi non era presente in aula. Tunno ritiene, inoltre, che l’accertamento “serva anche per valutare l’aggravante dei futili motivi”.

Il pubblico ministero Tommaso Pierini non si è opposto alla richiesta, rilevando che la perizia “potrebbe essere utile per avvicinarci il più possibile alla verità”, mentre i legali di parte civile Davide Federici e Jessica Nocciolini -che rappresentano rispettivamente i cugini di Gombi e il fratello di Monaldi- si sono detti contrari alla perizia, sostenendo che “mancano totalmente elementi che possano far supporre un vizio di mente, o perlomeno non sono stati prodotti”. In seconda battuta, Federici ha posto l’accento sulla “condotta dell’imputato subito dopo il fatto: ha avuto la lucidità di organizzare una fuga (Maffia scappò in Spagna subito dopo il duplice omicidio e venne arrestato appena sceso dall’aereo a Barcellona, ndr), e per noi è un elemento che si discosta fortemente da un’ipotesi di incapacità”. Alla fine la Corte ha deciso di disporre la perizia, ritenendo che “vada accertato se non vi siano in essere patologie psichiatriche latenti tali da inficiare la capacità di intendere e di volere” dell’imputato.

L’incarico sarà affidato al professor Renato Ariatti mercoledì prossimo alle 9. Stando a quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra mobile, sembra che il rapporto tra le vittime e l’indagato, che aveva preso in affitto una stanza nel loro appartamento, si fosse guastato perché Gombi e Monaldi avevano deciso di vendere l’abitazione, dando a Maffia una buonuscita per sciogliere il contratto di locazione. Da parte sua, il 49enne, che si trova in custodia cautelare in carcere, ha sempre respinto le accuse a suo carico. La Procura ha deciso di contestare l’aggravante dei futili motivi ritenendo che il movente vada individuato nel fatto che Maffia non volesse lasciare l’appartamento.

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