MILANO – Un protocollo d’intesa per tutelare meglio i lavoratori lombardi, renderne più rapida l’assistenza e rafforzarne il reinserimento dopo un infortunio. È quello firmato oggi da Inail Lombardia e istituti di patronato, che amplia la collaborazione avviata nel 2020 e punta sulla digitalizzazione e sull’uniformità delle procedure. L’accordo introduce strumenti innovativi per semplificare i flussi operativi, riducendo i tempi di attesa. Tra le novità spicca il “cassetto digitale”, in fase di progettazione, che consentirà ai patronati di visualizzare e acquisire in tempo reale la documentazione amministrativa e sanitaria utile alla gestione delle pratiche. Prevista anche la possibilità di svolgere collegiali da remoto e un potenziamento della formazione degli operatori per garantire maggiore chiarezza e tempestività nelle comunicazioni.
“La collaborazione con i patronati è la prova che il dialogo genera risultati concreti e significativi“, ha sottolineato la direttrice regionale Inail Alessandra Lanza. Per questo, “continueremo a investire nella formazione specifica e costante, perché solo attraverso un percorso di apprendimento reciproco si può costruire un sistema più efficiente. La priorità resta la tutela della persona e la tempestività dei servizi”.




I pilastri dell’accordo sono quattro: servizi più rapidi e accessibili, uniformità territoriale delle prestazioni, maggiore diffusione dei progetti di reinserimento lavorativo finanziati dall’Inail e promozione della cultura della sicurezza soprattutto nelle piccole e medie imprese e tra gli artigiani.
Per i patronati, il nuovo quadro definisce regole chiare e condivise. “Tanto più saranno rispettate, tanto più efficace sarà l’attività di tutela– ha spiegato Massimo Bocci per Cipla- e centrale sarà l’attività di controllo e regia regionale”. Per Francesco Castellotti (Ce.Pa.) il protocollo “deve essere un passo avanti per la fondamentale tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori, strumenti reali e diffusi per svolgere ancora meglio il nostro compito in tutti i territori della Regione”.
Il protocollo arriva in un momento in cui la Lombardia- dati al 31 luglio 2025- registra una flessione delle denunce di infortunio (-1,5%) e dei casi mortali (-12,7%) nei primi sette mesi del 2025 rispetto al 2024. In particolare gli eventi in occasione di lavoro calano del 2,2%, con decessi in diminuzione del 13,5%. In aumento gli infortuni in itinere (+2%), mentre restano stabili i casi mortali con mezzo di trasporto.
Preoccupa invece l’andamento delle malattie professionali, in forte crescita del 22%, trainate soprattutto dai tumori di origine professionale (+43,7%). Un quadro che conferma l’urgenza di puntare su prevenzione, formazione e strumenti digitali capaci di velocizzare l’assistenza: obiettivi al centro del nuovo accordo che segna, per Inail Lombardia e i patronati, “una nuova stagione di cooperazione”, con la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori come priorità condivisa.
INTESA INAIL-PATRONATI LOMBARDIA, LANZA: “EFFICIENTI COL LAVORATORE”
Il protocollo è stato presentato, nella sede dell’istituto previdenziale a Milano. Alessandra Lanza, direttore Inail Lombardia, a margine dell’evento ha spiegato: “I patronati sono la prima interfaccia per i lavoratori che devono gestire pratiche su malattie professionali o infortuni. Con il nuovo accordo puntiamo a efficienza e qualità, introducendo l’invio telematico delle pratiche, le collegiali in remoto e le cassette digitali, che consentono al lavoratore o al patronato delegato di accedere agli atti amministrativi e sanitari”. La Lombardia è tra le prime regioni ad applicare sul territorio il protocollo nazionale firmato a marzo 2025. “Avevamo già un’intesa nel 2020, in piena pandemia, ma oggi è un rinnovo molto più ampio e innovativo. L’obiettivo è rendere omogenea e capillare la trattazione delle pratiche”, ha aggiunto Lanza.
Un ruolo decisivo lo giocano i patronati, come sottolinea Francesco Castellotti (Inca-Ce.Pa.): “Qui stiamo parlando di Inail, quindi parliamo di infortuni e malattie professionali. Noi rappresentiamo lavoratrici e lavoratori che subiscono un infortunio o devono valutare l’insorgenza di una malattia professionale, e siamo i soggetti che dialogano con l’Istituto affinché quella malattia venga riconosciuta. Con questo protocollo abbiamo lavorato a lungo con l’Inail per costruire strumenti più agili ed efficaci, che rafforzino la tutela di chi si ammala di lavoro“.
Sul fronte della sicurezza, i numeri mostrano segnali contrastanti: “Gli infortuni denunciati sono circa 65.000, in calo dell’1,5% rispetto allo scorso anno. Anche gli infortuni mortali sono scesi del 12,7%, con 89 casi a luglio contro i 102 del 2024. Crescono invece le malattie professionali, soprattutto disturbi muscolo-scheletrici da sforzi ripetuti e movimentazione di carichi, e tumori professionali. È un fenomeno di emersione favorito anche dal lavoro dei patronati. Va ricordato che gli agenti cancerogeni hanno una latenza lunga, anche di decenni, e molte esposizioni risalgono a periodi in cui l’attenzione alla sicurezza era molto inferiore” ha detto Lanza.
Infine il capitolo personale: “È stato autorizzato un bando nazionale per 111 ispettori Inail” ha ricordato il direttore. “Vogliamo darne la massima diffusione anche nei principali atenei lombardi con un career day. La funzione di vigilanza è fondamentale e l’Inail è un istituto ricco di risorse e opportunità, non solo per le aziende e i lavoratori ma anche per i giovani professionisti”.




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