giovedì 15 Ottobre 2026

Educazione finanziaria, in Italia Sos di competenze minime

Ecco cosa emerge dall'analisi realizzata da Bravo - Fintech

BOLOGNA – L’Italia è in piena emergenza educazione finanziaria. Solo poco più di 1 italiano su 10 (16,6%) ha competenze finanziarie minime accettabili, posizionando l’Italia al 36° posto su 39 Paesi di tutto il mondo. È quanto emerge – in una nota – dall’analisi realizzata da Bravo-Fintech, realtà leader nella gestione del debito, sulla base dati OCSE/INFE 2023. Le disparità demografiche aggravano il quadro: i giovani italiani (18-29 anni) raggiungono performance da Paese in via di sviluppo, mentre le donne italiane sono in fondo alla classifica in Europa per alfabetizzazione finanziaria. Neppure i laureati si salvano. Un ulteriore allarme arriva dalla comprensione dei prestiti: solo il 17% degli italiani padroneggia realmente i meccanismi di interesse, lasciando oltre l’80% della popolazione vulnerabile a prodotti finanziari inadeguati e quindi potenzialmente esposta al sovraindebitamento.

ALFABETIZZAZIONE FINANZIARIA: SOLO IL 16,6% HA LIVELLO ACCETTABILE

“I dati OCSE fotografano un problema che attraversa tutte le categorie sociali” ha dichiarato nella nota Daniel Martinez, Co-Country Manager di Bravo in Italia. Martinez aggiunge: “Un paese del G7 che si posiziona così in basso nelle classifiche mondiali di educazione finanziaria evidenzia l’urgenza di investire maggiormente in questo settore, fondamentale per il benessere economico dei cittadini e delle famiglie”.
Alfabetizzazione finanziaria: solo il 16,6% ha livello accettabile. Male donne, giovani e laureati. I dati peggiori emergono dall’analisi delle competenze minime: solo il 16,6% degli italiani raggiunge il punteggio minimo di 70 punti su 100 considerato accettabile dall’OcsE per una gestione finanziaria consapevole, posizionando l’Italia al 36° posto mondiale su 39 paesi. Peggio dell’Italia fanno solo Paesi come Panama (16,5%), Cipro (16,1%), Paraguay (11,2%), Cambogia (12,5%) e Yemen (3%). Al contrario, la Germania domina con il 75,5% dei cittadini che raggiunge il minimo accettabile. Anche altri vicini europei superano di gran lunga l’Italia: Francia (38,7%), Spagna (39,2%), Estonia (48,4%) e Finlandia (45,8%) hanno percentuali di cittadini finanziariamente competenti oltre il doppio rispetto all’Italia. I dati, come informa ancora la nota, evidenziano come le donne italiane soffrano di un doppio svantaggio nell’educazione finanziaria, nei confronti sia degli uomini che delle donne straniere. posizionandosi al 38° posto su 41 paesi mondiali analizzati, davanti solo a Romania, Cambogia e Yemen. In cima alla classifica ci sono le donne tedesche, ma hanno buoni risultati anche le spagnole (15°) e le francesi (16°), che risultano mediamente più preparate anche degli uomini italiani. Un divario che evidenzia come l’esclusione femminile dalla gestione finanziaria familiare, ancora diffusa in Italia, produca effetti che vanno ben oltre il semplice gap di genere.

LA SITUAZIONE VA MALE ANCHE PER I GIOVANI

La situazione dei giovani italiani è forse peggiore: i ragazzi tra 18 e 29 anni si posizionano al 38° posto su 39 paesi mondiali, competendo con economie in via di sviluppo. Anche stavolta, sono i giovani tedeschi a dominare la classifica mondiale. Paradossalmente, in Italia neppure l’istruzione superiore protegge dall’analfabetismo finanziario. I laureati italiani si posizionano al 33° posto su 39 paesi, con prestazioni inferiori anche a paesi con economie complessivamente meno sviluppate come Thailandia, Ungheria e Uruguay, che formano laureati finanziariamente più competenti di quelli italiani.
Conseguentemente, anche nella gestione pratica del denaro la situazione italiana è preoccupante -prosegue la nota-. Solo il 35% degli italiani dimostra comportamenti finanziari corretti (almeno 6 comportamenti virtuosi su 9 misurati dall’OCSE), posizionando l’Italia al 32° posto mondiale su 39 paesi. La Germania guida anche questa classifica con il 77,5%, seguita da Irlanda (76,9%), Malta (75,5%) e Indonesia (74%). Tra i paesi europei, Estonia (49,1%), Croazia (49%), Francia (52,2%) e Finlandia (53,7%) superano tutti l’Italia di almeno 14 punti percentuali. L’analisi dettagliata dei singoli comportamenti rivela le aree di maggiore criticità per gli italiani. Solo il 57% degli italiani, infatti, tiene traccia regolarmente delle proprie finanze a breve termine. Il quadro si aggrava considerando che il 9,4% degli italiani è stato vittima di frodi finanziarie, ma solo il 17,1% di questi aveva competenze per difendersi, posizionando l’Italia al 26° posto su 30 per preparazione finanziaria delle vittime di frodi.

80% DEGLI ITALIANI NON COMPRENDE COME FUNZIONANO I PRESTITI

Le conseguenze disastrose del basso livello di educazione finanziaria italiana emergono analizzando chi comprende realmente i meccanismi di credito: appena il 17,2% degli italiani padroneggia sia l’interesse semplice che quello composto, posizionando l’Italia al penultimo posto in Europa, davanti alla sola Romania (16,9%) e lontanissima da Germania (66,4%), Hong Kong (78%) e dalla media OCSE (31%). Questo significa che oltre l’80% degli italiani non comprende realmente come funzionano i prestiti che sottoscrive, una percentuale che spiega molte delle situazioni di sovraindebitamento e la facilità con cui i cittadini cadono vittime di prodotti finanziari inadeguati. “La scarsa comprensione dei meccanismi dei prestiti da parte di oltre l’80% degli italiani sottolinea l’opportunità di rafforzare l’educazione finanziaria per offrire ai cittadini gli strumenti necessari a una gestione più consapevole delle proprie finanze”, ha proseguito nella nota Daniel Martinez. “Serve accelerare gli investimenti sull’educazione finanziaria, a partire dalle scuole. Un primo passo è stato compiuto con la legge n. 21/2024 che ha introdotto l’educazione finanziaria nell’ambito dell’Educazione civica, ma occorre ampliare questi sforzi fino alle università, perché una scarsa preparazione in questo campo rischia di costare caro alle famiglie e al Paese. Noi di Bravo- conclude Martinez- attraverso la nostra Bravo Academy, abbiamo inaugurato percorsi di educazione finanziaria dedicati ai clienti, con i quali mettiamo le nostre competenze a disposizione di chi si ritrova in situazioni economiche difficili”.

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