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L’aeroporto di Bologna è ‘riciclone’: differenziata al 50% con Hera

Al 'Marconi' arrivano sette passeggeri "speciali", realizzati dagli studenti dell'Accademia delle Belle arti di Firenze con materiali di scarto grazie al progetto 'Scart'

Pubblicato:16-09-2022 17:41
Ultimo aggiornamento:16-09-2022 17:41

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BOLOGNA – Tra i record dell’Aeroporto di Bologna, quest’anno arriva anche quello di scalo ‘riciclone’. Grazie all’accordo sottoscritto lo scorso anno con Hera, nel 2022 la raccolta differenziata al Marconi è passata dal 20% al 50%: al recupero sono stati destinate 220 tonnellate di rifiuti ed entro l’anno saranno raccolti 2.000 chili di oli esausti (770 chili da gennaio a giugno) da trasformare in biodiesel.

Per sottolineare i traguardi raggiunti sul fronte della sostenibilità, in aeroporto arrivano sette ‘passeggeri’ un po’ particolari: quattro ‘business woman’ e tre ‘business man’ realizzati in materiali di scarto provenienti dall’industria e creati dagli studenti dell’Accademia delle Belle arti di Firenze, passeggiano nel terminal, tra i banchi del check-in, nelle sale d’attesa, nelle aree vicine agli imbarchi. Sono le opere del progetto ‘Scart’, nato dalla collaborazione tra Hera e le Accademie di Firenze, Ravenna e Bologna per il riutilizzo in chiave artistica dei rifiuti.

“La collaborazione con l’Aeroporto, iniziata solo un anno fa, ha già raggiunto risultati che riteniamo molto importanti, perché siamo riusciti a raddoppiare la raccolta differenziata superando il 50%, eccezionale per una struttura come questa, perché non è detto che i passeggeri abbiano come primo pensiero differenziare i rifiuti”, sottolinea il direttore centrale dei servizi ambientali di Hera, Franco Fogacci.


“Tutto questo è stato fatto in collaborazione con gli esercenti dell’aeroporto. Abbiamo aggiunto anche il progetto per il recupero degli oli esausti e abbiamo avviato il progetto della raccolta dell’organico che viene portato a Sant’Agata per fare il biometano. Continueremo a lavorare sulla parte dei rifiuti, ma abbiamo anche un canale di collaborazione con l’aeroporto sulla modalità sostenibile per l’installazione di colonnine di ricarica per i mezzi elettrici e per il fotovoltaico“, spiega Fogacci.

“La canzone di De Andrè dice che ‘dal letame nascono i fiori’, ecco dagli scarti nascono le opere d’arte all’interno di un progetto di collaborazione con Hera che abbiamo avviato l’anno scorso. Queste opere d’arte rappresentano i nostri viaggiatori“, aggiunge l’amministratore delegato del Marconi, Nazareno Ventola.

Le opere dei giovani artisti dell’Accademia di Firenze saranno esposte all’ingresso della Business Lounge e in sala imbarchi fino a marzo. “Trasformare i rifiuti in opera d’arte è il riuso più nobile. Fra l’altro stiamo parlando di rifiuti industriali, un materiale eterogeneo e interessante dal punto di vista didattico. Le statue, a grandezza naturale, rappresentano l’uomo e la donna ‘business’ e sono perfetti per quest’ambientazione”, conclude il direttore Marketing di Herambiente e ideatore del progetto Scart, Maurizio Giani.

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