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Roma, Paolo Cento: “Con Sinistra Civica Ecologista puntiamo al 4%”

paolo cento imago
"Siamo la seconda forza politica del centrosinistra"
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In copertina foto di archivio 2015

ROMA – “Arrivare al 4%“. L’obiettivo elettorale di Sinistra Civica Ecologista lo chiarisce in un’intervista all’agenzia Dire Paolo Cento, tra i promotori di questo laboratorio politico (nel quale sono confluiti Liberare Roma, Articolo 1 e Sinistra Italiana) che si testerà per la prima volta proprio in occasione delle elezioni in Campidoglio, corsa in cui sostiene Roberto Gualtieri. Attualmente viene dato intorno al 3,2%.

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“Siamo la seconda forza politica del centrosinistra dopo il Pd e quello a Sinistra Civica Ecologista è l’unico voto che può permettere l’elezione di diversi consiglieri sia in Campidoglio che nei Municipi per pesare negli equilibri politici della prossima amministrazione e governare- ha spiegato Cento- Abbiamo ancora una margine di crescita che dobbiamo prenderci soprattutto nei quartieri di periferia“.

Dove tanti elettori di sinistra negli ultimi 15 anni hanno voltato le spalle per rifugiarsi nel voto di protesta e, in occasione della tornata elettorale del 2016, contribuire alla vittoria del M5S, salvo poi pentirsene. “Sto vedendo un ritorno a sinistra di chi aveva votato Cinque stelle per la delusione nei confronti di Raggi dopo questi 5 anni ma chiede alla sinistra di essere innovativa– ha analizzato Cento- Con quell’elettorato bisogna dialogare fin da ora perché al ballottaggio dovremo costruire i presupposti perché questi due popoli si incontrino. Ci sono le condizioni per un nostro risultato robusto che ci consenta, all’interno di una colazione plurale, di potere eleggere tre consiglieri in Assemblea e altri nei Municipi in modo da contribuire nell’affermazione delle nostre proposte, senza essere relegati al ruolo di mera testimonianza”.

Quali sono le “battaglie” irrinunciabili per Sinistra Civica Ecologista? “Il reddito municipale, da integrare con quello di cittadinanza, per cui il Comune interviene con forme dirette e indirette per favorire ad esempio l’accesso gratuito dei meno abbienti al tpl, al diritto all’abitare o alla cultura; la città elettrica, intesa come lo sviluppo straordinario della mobilità pubblica fondata sull’acquisto di mezzi elettrici e la priorità ai mezzi elettrici o ibridi nella costruzione del piano cittadino della mobilità; infine- ha aggiunto Cento- il consumo zero di suolo e la capacità di rigenerare la città partendo dalla periferia”. Più in generale “noi vorremmo che Roma diventasse il laboratorio del cambiamento radicale della città perché- ha concluso Cento- serve qualcosa di più del ritorno alle buone amministrazioni che si sono succedute tra la fine degli anni 90 e i primi anni 2000“.

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