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Al via il XVIII congresso di Artedo sull’intelligenza emotiva

XVIII Congresso nazionale sulle Arti Terapie
Il 17 e 18 settembre a Scalea; una proposta di legge per insegnarla in classe
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ROMA – Si svolgerà a Scalea (nella provincia di Cosenza), nei giorni 17 e 18 settembre, presso l’Hotel Village Club Santa Caterina, il “XVIII Congresso nazionale sulle Arti Terapie” promosso da Artedo Network Italia per discutere di ‘Intelligenza Emotiva’: saranno discusse le prospettive di sviluppo e i possibili scenari offerti dall’introduzione di questa fondamentale competenza in ambito educativo e professionale.

“L’intelligenza emotiva, ritenuta dall’Unesco come la più grande conquista della modernità, dopo internet- spiega Artedo – può essere appresa a tutte le età. Essa è strumento di crescita per alunni e docenti; l’insegnante formato in materia di intelligenza emotiva può, infatti, sintonizzarsi con il tessuto emozionale della vita degli studenti, indirizzando al meglio il loro sviluppo”.

Stefano Centonze, Formatore, Scrittore, Editore ed Arti Terapeuta, Fondatore del network Artedo e della Art Coaching Smart School – Scuola di Intelligenza Emotiva con le tecniche artistiche e narrative del Metodo Autobiografico Creativo, spiega: “Si inseriscono in questa visione la Proposta di Legge e la Mozione che sono state presentate in Parlamento in materia di insegnamento sperimentale dell’educazione all’intelligenza emotiva nelle scuole di ogni ordine e grado, a cui ho avuto l’onore di partecipare e contribuire con i miei scritti e con le mie idee”.

La proposta di legge, infatti, “si pone l’obiettivo di introdurre, nelle scuole di ogni ordine e grado, l’ora curricolare di intelligenza emotiva per contrastare in modo efficace il bullismo, la povertà educativa, la dispersione scolastica e altri fenomeni devianti, favorendo il recupero del vocabolario emotivo perduto, il miglioramento del clima relazionale, sia tra gli studenti che all’interno della holding educativa, tra studenti, insegnanti e famiglie, il miglioramento degli ambienti di apprendimento, la distensione dei rapporti tra istituzione scolastica e famiglie e la prevenzione dei casi di isolamento e di insorgenza precoce di patologie tra gli adolescenti. Cambiare il mondo cambiando la prospettiva dei giovani. Quindi- sottolinea Stefano Centonze- cambiando la scuola. O meglio, aiutando la scuola a rendere autonomi gli studenti, liberi di pensiero, capaci di costruttiva riflessione critica per diventare cittadini partecipi della democrazia”. Il presidente di Artedo conclude: “È così che ci aspettiamo che qualcosa cambi nell’istruzione e nel vivere sociale”.

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