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Addio a Tullio Pironti, l’editore con il passato da pugile

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Fico: "Libraio coraggioso e di grande intuito, ha avuto un ruolo centrale per la cultura cittadina e non solo"
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ROMA – “Con la scomparsa di Tullio Pironti Napoli perde un punto di riferimento. Editore e libraio coraggioso e di grande intuito, ha avuto un ruolo centrale per la cultura cittadina e non solo. La mia vicinanza ai suoi cari”. Lo scrive su Twitter il presidente della Camera, Roberto Fico.

DE LUCA: “FIGURA UNICA E ORIGINALE

“Addio a Tullio Pironti figura unica ed originale di Napoli. Prima una carriera da pugile, dopo editore impegnato nel “cuore” del centro antico della metropoli: amava il contatto diretto con le persone, in particolare con i giovani, con gli studenti, per i quali era un esempio. È stato un punto di riferimento per la cultura a Napoli, sia per quella dall’animo colto, sia per quella dall’espressione più popolare. Lo ricordiamo con grande stima e affetto”. Così su Facebook il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ricordando la figura dell’editore napoletano scomparso nella serata di ieri.

DE MAGISTRIS: “PIRONTI UOMO DI PROFONDA CULTURA, UN INNAMORATO DI NAPOLI”

“La scomparsa di Tullio Pironti ci porta via un uomo di profonda cultura, un innamorato di Napoli. Ho un ricordo molto bello di Tullio, per la sua schiettezza e la sua umanità. Un napoletano verace. Siamo vicini alla famiglia, agli amici e a quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo”. Così il sindaco di Napoli Luigi de Magistris sulla morte dello storico editore partenopeo avvenuta nella serata di ieri. Pironti aveva 84 anni.Prima di dedicarsi al mondo dei libri, è stato pugile, peso welter.

L’esordio da editore arriva nel 1972 con la pubblicazione del libro del giornalista Mimmo Carratelli “La lunga notte dei Fedayn” sugli attentati alle Olimpiadi di Monaco nei quali morirono nove atleti israeliani, cinque attentatori palestinesi e un poliziotto tedesco. E proprio Carratelli ha curato l’autobiografia di Tullio Pironti “Libri e cazzotti”. Proseguendo l’attività che era già stata del padre e del nonno, negli anni Pironti ha editato Don DeLillo, Bret Easton Ellis, Raymond Carver, il Premio Nobel egiziano Naghib Mahfuz ed il libro di Giuseppe, Joe, Marrazzo “Il Camorrista” ispirato alla figura del boss Raffaele Cutolo.

I funerali di Tullio Pironti si sono svolti oggi a Napoli nella chiesa di Santa Maria al Caravaggio a piazza Dante.

SAVIANO: “DA EDITORE ERA UN CERCATORE DI PEPITE”

“E se n’è andato Tullio Pironti. Come racchiudere in un battito di parole la sua vita da picaro, pugile e lettore avido, don giovanni impenitente e appassionato editore? Pironti è stato tra i pochi, pochissimi editori napoletani in una città che uccide tutto ciò che non è immediato tornaconto, profitto”. Si apre così il post Facebook che lo scrittore Roberto Saviano dedica alla figura dell’editore napoletano scomparso nella serata di ieri. “Da editore – si legge – era un cercatore di pepite, pubblicò per primo Raymond Carver, Don Delillo, Mahfuz, Easton Ellis. I grandi editori sonnecchiavano, spaventati dal nuovo, mentre lui riusciva a pubblicare questi autori arrivando prima degli altri. Senza di lui non avrei potuto leggere “Il camorrista” di Giuseppe Marrazzo libro che mi ha cambiato, travolto l’esistenza, un romanzo di non-fiction che nel 1984 nessuno voleva pubblicare (e anche oggi andrebbe cosí). E poi il sogno di Port’Alba, il quartiere dei libri a Napoli in cui sono cresciuto frequentando ogni singola libreria. Sogno che ora fatica a sopravvivere, ma a Tullio piaceva stare proprio lì, in Piazza Dante, vendendo i suoi libri. Ed è lì che ha vissuto l’ultima parte di una vita, piena, infuocata, erotica”. “L’eros della lotta come forma di conoscenza, della lettura come accesso alla seduzione, la vita stessa intesa come conquista di vita. Addio Tullio”

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