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Il Po aspetta la pioggia. Il ‘Grande fiume’ porta il 30% in meno

fiume po
La notevole diminuzione delle piogge ha creato una situazione di grave aridità
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REGGIO EMILIA – Quelli dell’estate 2021 (da marzo a settembre) sono stati i mesi più aridi dal 1961 in Emilia-Romagna. E nella prima metà del mese in corso, di conseguenza, la situazione di stress idrico del fiume Po “perdura senza inversioni decise di tendenza” rispetto a quanto già rilevato ad agosto. E’ quanto emerge dall’ultimo monitoraggio dell’Autorità Distrettuale del Po secondo cui nel bacino del “Grande fiume” è caduto in media un solo millilitro di acqua e le portate presentano ancora un deficit del 30% rispetto alle medie stagionali. La situazione non è però uguale dovunque.

In Lombardia si assiste solo ora ad un progressivo peggioramento, dopo che le piogge di luglio e i serbatoi colmi già da inizio stagione hanno garantito un'”estate sostanzialmente tranquilla sia alle colture tipiche locali che agli habitat naturali del territorio”. L’area a sud del Po invece, in costante sofferenza per tutto il periodo estivo, con zone di forte criticità a macchia di leopardo, ha ulteriormente patito le alte temperature registrate nell’ultimo mese. Qui “la pressoché totale assenza di precipitazioni significative ormai assenti da più di due mesi, hanno reso il territorio del tutto arido”, afferma l’Autorità Distrettuale del Po. Le zone che ad oggi manifestano criticità più marcata sono Piemonte Meridionale, Emilia-Romagna e Alto Marchigiano. Le portate del Grande fiume si mantengono costanti ma comunque sotto la media a Pontelagoscuro che, in queste ultimissime ore ha un livello idrometrico del 30% inferiore sulle medie del periodo.

“Se il trend fosse confermato anche per il resto dei giorni del mese, quindi con assenza di ulteriori piogge consistenti, ci troveremmo ad affrontare uno dei settembre più secchi di sempre”, dice ancora Berselli.

In “queste condizioni penalizzanti in continuo mutamento- sottolinea infine il segretario- è chiaro che la nuova normativa comunitaria che l’Unione Europea ha deciso di introdurre a breve e che prevede misure ancor più stringenti riguardo ai deflussi ecologici (pur ponendosi importanti obiettivi sotto l’aspetto della conservazione dell’ecosistema acquatico e degli utilizzi), va rivista in tempo utile”. In particolare “serve un calcolo ‘ad hoc’ per ogni area geografica che tenga conto delle medie reali e delle condizioni locali. Sotto questo profilo, non trascurabile in prospettiva, occorre agire prima che sia tardi”.

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