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Messa assicura: “L’università vincerà la sfida del ritorno in presenza con vaccini e green pass”

ministra messa università
La ministra, interpellata dalla Dire, lo ha dichiarato nel campus universitario della Federico II a San Giovanni a Teduccio
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NAPOLI – “Credo proprio che l’università vincerà la sfida del rientro in presenza con l’obbligo di green pass”. Ne è convinta la ministra dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa, interpellata dalla Dire a margine del convegno “From research to business” promosso da Materias. “Non possiamo avere la palla di cristallo e dire se siamo fuori dell’incubo, però – spiega la ministra, presente oggi nel campus universitario della Federico II a San Giovanni a Teduccio – la vaccinazione ha cambiato decisamente la vita di tutti i giorni.

In qualche modo con il green pass e la vaccinazione possiamo garantire una ripresa delle attività in presenza”. Per Messa l’obbligo di green pass negli atenei, così come quello per i dipendenti di aziende pubbliche e private, “non creerà discriminazioni– osserva -, bisogna andare oltre. Anche per le accademie: io non voglio giudicare chi non vuole e chi si oppone, però devo garantire la sicurezza in presenza e, quindi, non ci sono discriminazioni. Resta solo l’aspetto pratico di ritornare ad occupare gli spazi, che sono spazi creativi e che facilitano l’incontro tra le persone”.

“RISORSE PNRR SUL CAPITALE UMANO”

Secondo la ministra “i fondi del Pnrr non vanno direttamente agli edifici, ma sono indirizzati sul capitale umano per fare ricerca e dare opportunità ai giovani di entrare nel mondo della formazione, della ricerca e del lavoro. Noi finanziamo quello che deve essere per il futuro con la visione a dieci o a cinque anni. Chiaramente questo crea un circolo virtuoso perché altri soggetti possano intervenire nel dare anche spazi adeguati”. “L’innovazione è anche trasformare un’area della città – ha sottolineato – dandole una vocazione di ricerca e formazione che da’ sempre ricadute positive come immettere sul mercato, in maniera rapida ed efficace, prodotti nuovi che creano lavoro e anche benessere nella popolazione. È costruire un’area in cui accademia, enti di ricerca e impresa possano parlarsi tutti i giorni. Ha un aspetto territoriale, ma anche nazionale perché comunque è lo Stato che ne fruisce”.

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