Bufera appalti Reggio Emilia, l’avvocato che si auto-assunse si fa difendere dall’assessore alla Legalità

Il caso di Matteo Fortelli, uno dei 26 indagati nell'inchiesta "Re Cleaning" sugli appalti pubblici pilotati e i bandi "tagliati su misura" del Comune di Reggio Emilia
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REGGIO EMILIA – Indagato nella maxi inchiesta che ha travolto il Comune di Reggio Emilia in cui è accusato di essersi in pratica auto-assegnato un incarico da avvocato dell’amministrazione, lui nomina come avvocato nientemeno che l’assessore alla Legalità del Comune. Il protagonista della vicenda è Matteo Fortelli, uno dei 26 indagati nell’inchiesta “Re Cleaning” della Procura di Reggio Emilia sugli appalti pubblici pilotati e i bandi “tagliati su misura” del Comune, che ha scelto di essere rappresentato per difendersi dall’accusa di “turbata libertà degli incanti” dagli avvocati Emilio Stagnini e Nicola Tria. Quest’ultimo, però, è l’attuale assessore alla Legalità nella giunta del sindaco Luca Vecchi.

Il potenziale conflitto di interessi per Tria è sollevato oggi dalla consigliera del M5s Paola Soragni mentre per Claudio Bassi, principe del foro reggiano e capogruppo di Forza Italia in sala del Tricolore, non ci sono vincoli di incompatibilità e quanto all’opportunità “la decisione spetta a Tria in assoluta libertà“.

PER L’ACCUSA FORTELLI SI AUTO-ASSEGNO’ SERVIZI LEGALE COMUNE CON BANDO SCRITTO AD PERSONAM

Fortelli, anche lui avvocato, risulta coinvolto nell’inchiesta perché, secondo l’accusa, insieme alla collega Roberta Ugolotti si aggiudicò un appalto dei servizi legali del Comune (della durata di un anno), grazie ad un bando che lui stesso aveva contribuito a scrivere. E in cui, nello specifico, era inserito un particolare requisito professionale (aver lavorato per cinque anni con il Comune di Reggio, ndr) che di fatto tagliava le gambe a tutti gli altri candidati.

Nel caso in cui i dirigenti indagati venissero rinviati a giudizio, poi, sempre Soragni domanda “se sarà il Comune a sostenere le spese legali per loro”.

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