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FOTO| RomaNascosta: la tazzina di caffè nata al “greco” di via del Corso

Con il blocco del commercio voluto da Napoleone il caffè divenne un lusso, ma non al Caffè Greco che dal 1806 prese a servirlo in tazzina
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di Martina Fallace

ROMA – Lo storico e filosofo greco antico Strabone narrava che: “Mentre i Greci consideravano di aver raggiunto la perfezione con la fondazione di città, preoccupandosi della loro bellezza, della sicurezza, dei porti e delle risorse naturali del paese, i Romani pensarono soprattutto a quello che i Greci avevano trascurato: il pavimentare le strade, l’incanalare le acque, il costruire fogne che potessero evacuare nel Tevere tutti i rifiuti della città.”

A Roma esiste una strada che da sempre incanta per la sua eleganza, la storica via Condotti. Salottiera e raffinata costituisce una delle più celebri ed esclusive strade commerciali della città. Tracciata nel 1540 da Paolo III Farnese, la via comprendeva il lungo tratto che partiva dalle sponde del Tevere fino ad arrivare a Trinità dei Monti e per questo veniva chiamata in tempi antichi via Trinitas.
Nel Cinquecento grazie al Pontefice Gregorio XIII la nuova aera urbana tra via del Corso e piazza di Spagna vide il ripristino dell’Acqua Virgo, uno degli undici acquedotti romani antichi. L’intento del pontefice era far giungere l’acqua in tutto il Campo Marzio, facendo passare le nuove “condutture” nel sottosuolo di via Trinitas, che per questo prese l’attuale nome di via Condotti. Fu anche grazie al notevole afflusso di acqua e al rapido sviluppo edilizio che nacque ufficialmente il Tridente.

Già dall’inizio del Settecento via Condotti divenne il centro internazionale della città, anche merito dei nobili palazzi, dei lussuosi alberghi e delle più rinomate locande frequentate da illustri personaggi e viaggiatori. Oggi di queste misteriose locande ne rimane una soltanto: il celebre Caffè Greco, il più antico di Roma e, dopo il Florian di Venezia, il più antico di Italia. Fondato nel 1760 dal “greco” Nicola della Maddalena venne scelto da artisti e letterati come luogo di ritrovo, un punto di incontro dove poter discutere di politica e letteratura, ma nello stesso tempo sorseggiare un esotico caffè, che tanto sembrava piacere ai nobili palati europei.
Ed è proprio in questo locale che nel 1806 fu inventata la “tazzina di caffè”: Napoleone aveva bloccato il commercio proveniente dal nord Europa e la drammatica conseguenza fu l’aumento del prezzo di molti prodotti, tra cui l’ambita miscela che divenne bandita, per gli elevati costi, da quasi tutti i locali della città. Tutti tranne il Caffè Greco che con audacia propose di servirlo in tazze molto più piccole, inventando così la famosa tazzina. Il locale, che ancora oggi conserva il suo originale aspetto settecentesco, è composto da nove eleganti sale arricchite da ben trecento opere d’arte, di fatto la più grande galleria d’arte privata aperta al pubblico esistente al mondo.

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