Scuola ‘creata’ in Fiera a Bologna, Forza Italia: “Ma è a norma?”

Bologna ha sistemato in fiera 1600 alunni di tre istituti superiori cittadini, Ma ci sono criticità sul rumore e il ricambio d'aria. E l'opposizione chiede chiarimenti
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BOLOGNA – Per Stefano Bonaccini la partenza della scuola è stata buona, ma il centrodestra chiede conto di ciò che ancora non va. A Bologna l’attenzione è sul polo che accoglie tre istituti superiori in un padiglione della Fiera. La sistemazione, resa necessaria dal rispetto del distanziamento ma con alcuni problemi come la rumorosità, finisce ora al centro di un’interrogazione alla giunta della consigliera regionale di Forza Italia Valentina Castaldini. L’azzurra chiede se “nella costruzione del polo scolastico siano state rispettate le prescrizioni contenute nel decreto del 12 dicembre 1987, riguardante le norme tecniche relative all’edilizia scolastica, compresi gli indici minimi di funzionalità didattica, edilizia e urbanistica, che impone requisiti minimi di abitabilità“.

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La capogruppo, inoltre, allega delle foto dalle quali si evince “che le classi, nonché i corridoi e le pertinenze, sono prive di illuminazione naturale e di ricambio naturale dell’aria“. Nell’interrogazione, pertanto, chiede all’esecutivo regionale se “per la costruzione e il funzionamento del polo scolastico in fiera siano state chieste deroghe alle norme vigenti, da chi siano state chieste e da chi siano state concesse e se sia state concesse”.

Ma non è l’unica difficoltà del riavvio. Tiene banco anche la situazione del Majorana di San Lazzaro, a cui mancano alcune aule. Lo ricordano la consigliera metropolitana Marta Evangelisti e il consigliere comunale Alessandro Sangiorgi, esponenti del centrodestra.

Al momento, in base a quanto dichiarato da Palazzo Malvezzi, ci sono solo otto aule sicure in più, “numero che corrisponde ad un terzo del richiesto e che non permette certo di ridurre in maniera significativa la turnazione pomeridiana: a nostro avviso, con la disponibilità di almeno 12 aule, si potrebbe invece pensare ad una situazione certamente più sostenibile”.

Per queste motivazioni, affermano ancora Evangelisti e Sangiorgi, sul Majorana “sarebbe importante ed utile che l’istituto, quindi il consiglio e le famiglie potessero essere a conoscenza delle date in cui saranno posizionate ed installate almeno le otto aule, se questo sarà il numero definitivo, e quando le stesse potranno essere fruibili. È questo che domandiamo alla Città metropolitana ed al Comune di San Lazzaro con i nostri atti di sindacato ispettivo che vogliono contribuire a fare chiarezza e dare risposte esaustive e solerti”.

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