Omicidio Vannini, al processo bis accusa chiede 14 anni per famiglia Ciontoli

La richiesta del procuratore generale è di condannare Antonio Ciontoli, la moglie e i figli Martina e Federica a 14 anni per omicidio volontario
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ROMA – Condannare Antonio Ciontoli, la moglie Maria Pezzillo e i figli Martina e Federico a 14 anni per omicidio volontario, per la morte di Marco Vannini. Questa la richiesta di Vincenzo Saveriano, procuratore generale della Corte d’Appello di Roma, al termine della requisitoria nel processo di appello bis per la morte del 20enne avvenuto nel 2015 a Ladispoli.

Fatta salva la richiesta di condanna a 14 anni per omicidio volontario, per Antonio Ciontoli, padre e capo famiglia, “in subordine – ha detto il Pg in aula,- per il resto della famiglia la Corte può valutare la richiesta di condanna a 9 anni e 4 mesi per il cosiddetto ‘concorso anomalo'”. Ovvero “non può essere considerato il concorso colposo in omicidio doloso, e non è in dubbio che tutti i familiari abbiano aderito al progetto di Antonio Ciontoli”.

Condannato a 14 anni in primo grado, Ciontoli nel primo processo d’appello si era visto ridurre la condanna a 5 anni di reclusione perchè l’accusa era stata derubricata da omicidio volontario a colposo. Poi la Cassazione il 7 febbraio 2020 ha accolto la richiesta delle parti civili e del sostituto procuratore e disposto un nuovo processo per il riconoscimento dell’omicidio volontario con dolo eventuale.

LEGGI ANCHE: Processo Vannini, in aula l’ex fidanzata di Federico: tanti ‘non ricordo’ e gli ‘ordini’ di Antonio Ciontoli

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16 Settembre 2020
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