L’ecologa marina: “La diversità è ricchezza, lo insegna la natura”

SPECIALE DONNE E SCIENZA | Chiara Lombardi, ricercatrice dell'Enea, si è immersa sotto i ghiacci dell'Antartide
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ROMA – “Ho sempre avuto la passione del mare”: Chiara Lombardi, ecologa marina di 41 anni in forze al centro Enea di Santa Teresa a Lerici, si è immersa sotto i ghiacci dell’Antartide per studiare da vicino i briozoi, organismi che registrano nel loro scheletro le caratteristiche dell’ambiente in cui vivono e che per questo possono essere preziosi indicatori del cambiamento climatico. Negli ultimi due anni Lombardi è scesa all’estremità del mondo per due volte, un’esperienza appassionante vissuta da capo progetto in una squadra composta tutta da uomini. “Ho lavorato con militari e professionisti e mai una volta mi hanno fatto sentire in difetto. Io ero il capo, quindi le decisioni scientifiche erano mie, e c’è sempre stata una totale disposizione all’aiuto da parte di tutti per raggiungere l’obiettivo, che è diventato l’obiettivo della squadra”, racconta intervistata per lo speciale di DireDonne dedicato alla Scienza. La squadra di lavoro ideale? Composta da uomini e donne. “La diversità di genere esiste, è importante e deve essere valorizzata. Le differenze di genere sono quelle che portano arricchimento. Permettono di creare squadre che hanno veramente un plus. Se immaginiamo squadre di soli uomini o di sole donne c’è sempre un limite da qualche parte. In Antartide ero l’unica della mia squadra ad essere una donna. Di un’altra donna se ne sentiva il bisogno. Serve, in generale, che la donna riconosca le sue differenze di genere, vedendole come una risorsa”, senza mai dimenticare che “la diversità è ricchezza, ce lo insegna la natura”. Una laurea all’Università di Pavia in Scienze Biologiche, un dottorato che l’ha portata a fare ricerche sul campo nel centro di Lerici dedicato all’Ambiente Marino, infine il concorso vinto per diventare ricercatrice stabile all’Enea nel laboratorio ‘Biodiversità e Servizi Ecosistemici’.

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Mai vissute disparità di genere sulla sua pelle. “Il problema che c’era, in Italia, è di non avere donne in ruoli di dirigenza. Però c’è una tendenza a voler cambiare. C’è tantissima attenzione al ‘gender balance’ quando si lavora a progetti europei”.

Poi, certo, c’è la competizione. Ma “il discorso competitivo è a 360 gradi. Non è un discorso di genere, se tu competi il discorso può diventare di desiderio di potere, se non è una sana competizione dovrebbe invece basarsi sul confronto per un miglioramento personale. E il bisogno di affermare il proprio potere appartiene alla specie umana” sintetizza Lombardi.

Il progetto portato avanti in Antartide è ‘IceClimaLizers’, finanziato dal Programma Nazionale per la Ricerca in Antartide (PNRA): è il primo italiano sul clima incentrato sullo studio della crescita degli scheletri in carbonato di calcio degli organismi antartici come indicatori del cambiamento climatico e in particolare dell’acidificazione degli oceani. Un tema, quello dei cambiamenti climatici, di cui si dibatte anche per le manifestazioni, partecipatissime, che hanno luogo in tutto il mondo sulla scia dell’attivismo della svedese Greta Thunberg. “Sono stata a parlare in piazza con i ragazzi di Fridays for Future”, racconta Lombardi senza nascondere scetticismo. Il fenomeno “è positivo, se c’è consapevolezza. Spesso, però, Greta fa riferimenti importanti che i ragazzi non colgono e poi non si documentano. Sarebbe importante che queste azioni fossero supportate dalle istituzioni, che di questi temi si parlasse a scuola. I giovani devono prendere consapevolezza, capire, chiedere come intervenire. Il futuro è il loro“.

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16 Settembre 2020
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