Festival Filosofia, Dionigi: “Il popolo vuole consolazione”

Il filologo e professore all'Universita"di Bologna ripercorre la storia della filologia e protesta contro la corruzione linguistica che affligge il nostro tempo.
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CARPI – “Stiamo cambiando le parole perché’ vogliamo cambiare i fatti. E’peggio che rubare. E il popolo cerca consolazione più’ che verità”. E’questa la denuncia che porta un filologo a parlare di verità al Festival della filosofia. “Perché’ il lavoro di un filologo e’un lavoro di indagine. Come lo psicoanalista, il medico, il magistrato. Perché parola è ‘logos’ , parola originaria della filosofia. Pensiamo male, perché parliamo male”. Ivano Dionigi, filologo e professore all’Universita”di Bologna, in Piazza Martiri a Carpi, ripercorre la storia della filologia e protesta contro la corruzione linguistica che affligge il nostro tempo.

“La volgarità attuale- dichiara Dionigi- nasce dall’incuria della parola. La politica in Italia e’un problema linguistico. Ripartiamo dal significato”. Ministro, scuola, per non parlare di straniero, competizione, comunicazione. Nessuno ne conosce il significato. Non salva nessuno il professore. Nemmeno chi usa a sproposito media e comunicazione. “Media e’il plurale di medium latino. Non c’entra l’inglese”. Conosciamo le parole e conosceremo le cose. “O rischiamo- conclude il filologo congedandosi dalla piazza- che i cittadini della parola siano mandati in esilio dai maestri del linguaggio”.

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