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Apre lo studio legale Curtis, nuovo Hub del Mediterraneo

Galileo Pozzoli: "Il nostro obiettivo e’ rivolgerci ai clienti internazionali, ma naturalmente anche alle imprese italiane"
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curtis2ROMA – Fondato nel 1830, lo studio Curtis si avvale di 450 professionisti sparsi tra 17 sedi in tutto il mondo – Stati Uniti, America Latina, Europa, Medio Oriente, Asia centrale e orientale – e ora la diciottesima a Roma, che svolgera’ il ruolo di Hub nel Mediterraneo. Capo di questa nuova ‘avventura romana’ e’ Galileo Pozzoli, avvocato di lunga esperienza che ora riveste il ruolo di Managing partner della Curtis Italy, che ha spiegato: “abbiamo deciso di scommetere sull’italia e in particolare Roma in aperta controtendenza rispetto ai dati: e’ da 15 anni che nella capitale non ci sono piu’ studi legali statunitensti e inglesi. Il nostro obiettivo e’ rivolgerci ai clienti internazionali, ma naturalmente anche alle imprese italiane. Tra quelle principali abbiamo Leonardo e Finmeccanica. Poi sul lungo periodo, vogliamo consolidare sempre piu’ la nostra presenza sul mercato, offrendo un servizio a 360 gradi sia alle societa’ che investono in Italia ma soprattutto alle multinazionali che vogliono investire nei Paesi piu’ difficili, che noi conosciamo bene- in Africa, Sud America e Asia.

Tra l’altro la sede di Roma- aggiunge Pozzoli- e’ la piu’ numerosa in generale quindi- ha osservato Pozzoli- significa che i nostri titolari dagli Stati Uniti credono molto nel nostro Paese”. Lo Studio Curtis e’ specializzato in particolare nell’arbitrato internazionale: “forniamo assistenza ai governi di 37 paesi, quindi conosciamo il mondo della politica. Per quanto riguarda la realta’ italiana, ci faremo un’idea piu’ precisa dopo l’esito del referendum”. La presentazione di ieri del nuovo ufficio italiano e’ stata accompagnata dalla Conferenza ‘Elezioni Usa 2016, chi e’ il prossimo? Scenari economici e finanziari’, in cui sono intervenuti Pier Ferdinando Casini, presidente della Commissione Esteri del Senato, Giampiero Massolo, presidente di Fincantieri, Andrea Montanino, direttore del Global Business and Economics Programme del Consiglio Atlantico, e John R. Philips, ambasciatore degli Stati Uniti in Italia. Sul tema il Managing partner della Curtis Italy ha detto: “Non so prevedere in che modo si concludera’ questa corsa alla Casa bianca perche’ i due principali candidati sono tra loro molto diversi, tuttavia- il meccanismo elettorale che negli Stati Uniti si fonda sui ‘grandi elettori’ influenzera’ di certo l’esito finale, permettendo ai 4-5 stati piu’ grandi di pesare di piu'”.

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