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Letta presenta le liste, polemiche nel Pd. C’è Crisanti, fuori Lotti. Cirinnà è un caso

Dopo una giornata di rinvii, la direzione si riunisce e approva le liste, con 3 contrari e 5 astenuti. Franceschini a Napoli, Casini a Bologna. E Salvini punge su Crisanti: "Si capiscono tante cose"

21-08-2022 11:41
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ROMA – Dopo una giornata di rinvii, la direzione del Pd ha varato in notturna le liste con i candidati per le elezioni politiche del 25 settembre. Il segretario Enrico Letta, che ha presentato le sue scelte (approvate con 3 contrari e 5 astenuti), sarà capolista alla Camera in Lombardia e Veneto. Candidatura in Lombardia anche per Carlo Cottarelli, mentre nella circoscrizione Europa correrà il professore di Microbiologia dell’università di Padova Andrea Crisanti.

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LETTA: “NON POTEVAMO RICANDIDARE TUTTI”. E PUNGE RENZI

In apertura di direzione, Letta ha spiegato: “Avrei voluto ricandidare tutti i parlamentari uscenti, ma sarebbe stato impossibile per il taglio dei parlamentari e anche per esigenza di rinnovamento. Ho chiesto personalmente dei sacrifici ad alcuni e mi è pesato tantissimo”. Poi una stoccata a Matteo Renzi: “Quattro anni fa il metodo di chi faceva le liste era fare tutto da solo, io ho cercato un equilibrio”.

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LOTTI FUORI, CIRINNÀ A RISCHIO

Tra i capilista anche quattro under 35: Rachele Scarpa, Cristina Cerroni, Raffaele La Regina, Marco Sarracino. Al voto in direzione non ha partecipato la corrente Base riformista guidata dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini. Tra i motivi, la mancata candidatura dell’ex sottosegretario Luca Lotti. E rischia di restare fuori anche Monica Cirinnà, madre della legge sulle unioni civili. “Mi hanno proposto un collegio perdente in due sondaggi in territori non idonei ai miei temi e in cui la destra è fortemente radicata – ha spiegato la senatrice – il Pd ha scelto di andare in Parlamento senza di me, è legittimo. Io resterò nel partito, sono una donna di sinistra ma per fortuna ho altri lavori”.

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LOTTI: “MIA ESCLUSIONE SCELTA POLITICA FATTA PER RANCORE”

“Il segretario del mio partito ha deciso di escludermi dalle liste per le prossime elezioni politiche. Mi ha comunicato la sua scelta spiegando che ci sono nomi di calibro superiore al mio. Confesso di non avere ben capito se si riferiva a quelli che fino a pochi mesi fa sputavano veleno contro il Pd e che oggi si ritrovano quasi per magia un posto sicuro nelle nostre liste. Non lo so. Ma così è”. Lo dice Luca Lotti, deputato del Pd, della minoranza interna di Base riformista. “Non sarò certo io a fare polemiche: non le ho fatte in questi anni e non comincerò oggi”, aggiunge. “Ho sempre agito per il bene del mio territorio e del mio partito. Non ho condiviso la scelta di tanti amici nel 2019 di uscire dal Pd – prosegue l’ex fedelissimo di Renzi – e anche grazie a quella decisione (mia e di Lorenzo Guerini che ringrazio per il lavoro da Ministro e per aver guidato con me i riformisti) il Partito democratico è rimasto presente in Parlamento dove, lo dicono i numeri, rischiava invece di sparire”.

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Lotti prosegue: “Ecco perché fa male in queste ore ascoltare inutili polemiche e fake news sulle motivazioni della mia mancata ricandidatura, così come leggere assurde ricostruzioni in cui si prova a far credere che a scegliere sia stato il territorio. In Toscana sappiamo tutti come sono andate le cose“. Lotti spiega: “La scelta è politica, non si nasconda nessuno dietro a scuse vigliacche. Io sono abituato ad affrontare la realtà a testa alta, altrettanto faccia chi ha deciso. Aggiungo solo una riflessione. Dispiace, e non poco, scoprire che i dirigenti del mio partito abbiano abbandonato uno dei cardini della nostra identità: il garantismo. È stato un onore per me essere un deputato del Pd, il partito che ho contribuito a fondare e che, in questi ultimi anni, insieme a molti amici ho tenuto unito e compatto. Rifarei tutto!” Lotti rivolge un saluto ai tanti che gli “stanno scrivendo e mandando messaggi o che si sono preoccupati per me dico solo questo: anche quando alcune scelte sembrano più dettate dal rancore che dalla coerenza politica, mi troverete sempre dalla stessa parte. Dalla parte del Pd. Il Pd è casa mia. Lo sarà anche in futuro”.

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FUORI ANCHE IL COSTITUZIONALISTA CECCANTI

Anche il costituzionalista Stefano Ceccanti si tira fuori dalla contesa. “Leggo con stupore dalle agenzie che sarei candidato numero 4 al proporzionale a Firenze Pisa. La notizia è destituita di qualsiasi fondamento – precisa il deputato dem – come ben sa il segretario Letta”.

ESCLUSA GIUDITTA PINI: “ORA DEVO FARE ORDINE”

“Ieri notte ascoltando la lettura delle liste del Pd ho avuto la conferma di quello che era trapelato nei giorni scorsi: sono stata esclusa dalle liste del Partito Democratico“. Così sui social la deputata uscente modenese, Giuditta Pini, dopo la sua esclusione dalle liste elettorali dem in vista delle elezioni politiche. “Questo post è per ringraziarvi infinitamente per la marea di affetto e stima di cui mi avete sommerso in questi giorni. Questi anni sono stati bellissimi ed è stato per me un onore sedere in Parlamento“.

Eletta 29enne per la prima volta nel 2013 e rieletta nel 2018, Pini aggiunge: “Voglio rassicurare chi di voi mi ha scritto che porterò (e se vorrete porteremo) avanti le nostre battaglie con ancora più forza, per le strade e nelle piazze. Nei prossimi giorni cercherò di mettere ordine nei pensieri e, se vorrete, ne parleremo con più calma, adesso però sono un po’ stanchina e ho bisogno di qualche giorno per staccare. Ricominceremo presto a lottare insieme per fermare la destra con gli strumenti che abbiamo – conclude la deputata uscente -, perché le battaglie giuste si fanno, anche a mani nude se necessario. Intanto davvero grazie”.

MORANI: “NON MI CANDIDO, NON SAPEVO DEL MIO POSTO IN LISTA”

“È stata una lunga notte e finalmente sono state decise le liste dei candidati del Partito democratico per le prossime elezioni politiche. Ho saputo quale fosse la mia posizione in lista solo al momento della lettura da parte di Marco Meloni dell’elenco dei candidati“. Lo afferma Alessia Morani, deputata del Pd.

“Nei posti eleggibili per le Marche sono stati designati Alberto Losacco, commissario del Pd Marche, Irene Manzi e Augusto Curti. A mia insaputa, il mio partito ha deciso di assegnarmi il collegio uninominale di Pesaro e un terzo posto nel proporzionale – spiega Morani -. Ho comunicato al mio partito che non intendo accettare queste candidature. Avrò modo in seguito di spiegare le motivazioni che mi hanno convinta della bontà di questa scelta”.

CRISANTI: “MI BATTERÒ COME UN LEONE”

Sono onorato di questa candidatura, che è in linea con i miei valori”. Lo afferma alla Dire il professore di microbiologia all’Università di Padova, Andrea Crisanti, candidato dal Partito Democratico come capolista in Europa. “È una cosa che non mi aspettavo arrivasse in questo modo, come capolista intendo – prosegue – e si tratta di una grande responsabilità che, chiaramente, prenderò molto sul serio. È davvero un bell’impegno“. Infine un appello ai suoi futuri elettori. “Mi batterò come un leone per i loro diritti e non derogherò mai le mie idee e i miei valori a opportunità di interesse”, conclude.

IL TWEET DI SALVINI SU CRISANTI: “ORA SI CAPISCONO TANTE COSE”

“Il televirologo Crisanti candidato col Pd. Credo che ora si capiscano tante cose”. Questo il commento su Twitter di Matteo Salvini alla notizia della candidatura come capolista in Europa di Crisanti con il Pd. Mentre Carlo Calenda, sempre su Twitter, spiega: “Ricevo molte richieste di commento sulle liste del Pd. Le liste del Pd sono fatti del Pd e degli elettori del Pd. Noi saremo giudicati sui nostri candidati. Fine”.

FRANCESCHINI CAPOLISTA A NAPOLI

“Un orgoglio essere il capolista del Pd a Napoli. Cercherò di essere la voce al Senato di questa terra straordinaria, di questa città unica al mondo, da sempre e per sempre Capitale della Cultura. Dalla parte di Napoli”. Cosi’ il ministro della cultura Dario Franceschini, su twitter.

A BOLOGNA C’È CASINI

A Bologna correranno Pier Ferdinando Casini per l’uninominale del Senato e l’ex sindaco Virginio Merola per l’uninominale della Camera. Sono due dei nomi che emergono dalle liste approvate ieri sera dalla direzione nazionale del Pd in vista delle elezioni politiche del 25 settembre. L’elenco (parziale) delle candidature bolognesi comprende anche, per il plurinominale del Senato, Sandra Zampa (già vicepresidente del Pd e storica portavoce di Romano Prodi), Daniele Manca (ex sindaco di Imola), Eleonora Proni (sindaca ravennate di Bagnacavallo) e Antonio Fiorentini (ex sindaco di Argenta e amministratore unico dell’azienda di trasporti ferrarese Ami).

Alla Camera, invece, correranno Elly Schlein (vicepresidente della Regione Emilia-Romagna), il modenese Stefano Vaccari (responsabile Organizzazione del partito nazionale), Valentina Cuppi (presidente del Pd e sindaca di Marzabotto) e Luca Rizzo Nervo (assessore comunale a Bologna, oltre che parlamentare uscente). Andrea De Maria sarà candidato alla Camera nel collegio uninominale di Carpi, che comprende Comuni della Città metropolitana di Bologna e della Provincia di Modena. “Sono onorato di questa fiducia e sento la responsabilità di impegnarmi al massimo per contribuire, dal territorio, a fare vincere la proposta politica del Pd e del centrosinistra”, afferma il parlamentare bolognese.

LE ALTRE CANDIDATURE IN EMILIA-ROMAGNA

Dagli ex ministri Paola De Micheli e Graziano Delrio all’ex sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, ecco le candidature per l’Emilia-Romagna comunicate ieri sera durante la direzione nazionale del Pd. De Micheli, in particolare, correrà nel plurinominale “01” della Camera insieme ad Andrea Rossi, Beatrice Ghetti e Lanfranco De Franco (di Articolo Uno). A Gnassi va l’uninominale di Rimini, sempre per la Camera, oltre che il primo posto nel listino del plurinominale “03” dove compaiono anche Ouidad Bakkali, Massimo Bulbi e Marcella Zappaterra. Per il plurinominale “02” toccherà invece a Elly Schlein, Stefano Vaccari, Valentina Cuppi e Luca Rizzo Nervo.

Oltre a Gnassi, negli uninominali per la Camera correranno Ghetti (Piacenza), Filippo Frittelli (Parma), Ilenia Malavasi (Reggio Emilia), Virginio Merola (Bologna), Andrea De Maria (Carpi), Bakkali (Ravenna) e Bulbi (Forlì-Cesena). Delrio sarà in campo per il Senato come capolista nel plurinominale “01” insieme a Barbara Lori, Nicola Rinaldi (Repubblicani europei) e Daria De Luca (Psi), mentre per quello “02” tocca a Sandra Zampa, Daniele Manca, Eleonora Proni e Antonio Fiorentini. Per il Senato, infine, in pista Pier Ferdinando Casini (Bologna) e Manuela Rontini (Ravenna).

RIZZO NERVO GIÀ AI SALUTI: “CANDIDATO IN POSIZIONE QUASI CERTAMENTE NON ELEGGIBILE”

“Ieri sera la direzione nazionale del Pd ha deciso di candidarmi in lista in una posizione quasi certamente non eleggibile“, commenta Luca Rizzo Nervo, parlamentare in carica e assessore comunale a Bologna: “Ho comunque deciso di dare al mio partito la disponibilità, con spirito di servizio in questa campagna elettorale”, scrive il dem su Facebook.

“Finirà dunque verosimilmente – continua Rizzo Nervo – questa mia esperienza parlamentare. Ho visto negli anni molte reazioni a situazioni come questa. Io voglio invece solo dire una parola: grazie. Al mio partito, a tutte le persone che mi hanno accompagnato, a quelle che mi hanno dato un consiglio o mi hanno ‘tirato le orecchie’, ai sindaci del territorio metropolitano, ai professionisti sanitari che mi hanno aiutato nelle tante battaglie parlamentari sulla salute e che mi hanno sempre sostenuto, anche in queste ultime ore di attesa, grazie alla mia famiglia per esserci stata sempre, a prescindere dal mio umore, dalla quantità della mia presenza e delle mie attenzioni“.

È stato qualcosa di meraviglioso (e non necessariamente irripetibile…)“. Ora, sottolinea Rizzo Nervo, “non c’è un minuto di più da perdere, non indugiando più in un dibattito su liste e destini personali che ha già preso fin troppo tempo. C’è una sfida decisiva per il Paese da vincere“, conclude l’esponente dem.

IN SICILIA CORRE IL VICESEGRETARIO PROVENZANO

Il vicesegretario nazionale del Pd, Peppe Provenzano, sarà capolista nel proporzionale in due collegi per la Camera in Sicilia: Camera Sicilia 1 e Camera Sicilia 2. Nel primo collegio Provenzano sarà seguito dall’ex deputata e neo consigliera comunale di Palermo Teresa Piccione, dal deputato uscente Carmelo Miceli e dall’ex consigliera comunale di Palermo Milena Gentile. Nel secondo collegio, oltre all’ex ministro per il Sud, ci sono Giovanna Iacono e Gianluca Nuccio. I nomi sono stati ufficializzati dal Pd Sicilia.

Alla Camera Sicilia 2 ci sono Stefania Marino, capogruppo dem al consiglio comunale di Enna, Giacomo D’Arrigo e Simona Caudo. Per la parte orientale dell’Isola, allla Camera Sicilia 2, capolista Valentina Scialfa, seguita da Cristina Buffa e Francesco Laudani. Nel collegio 3 della Sicilia orientale il capolista è l’attuale segretario regionale dem Anthony Barbagallo, seguito da Glenda Raiti e Giuseppe Calabrese.

Per quanto riguarda il Senato, capolista al Sicilia 1 sarà l’ex segretaria della Cisl Annamaria Furlan, seguita dall’esperto deputato regionale Antonello Cracolici, da Adriana Palmeri e dal sindaco di Polizzi Generosa Gandolfo Librizzi. In Sicilia orientale correranno nell’ordine: Antonio Nicita, Agata Iacono, Salvatore Branciforte e Antonella Russo. Indicati anche i nomi per le sfide nei collegi uninominali: l’uscente Erasmo Palazzotto giocherà la sua partita alla Camera Sicilia 1, Gigi Bellassai alla Camera Sicilia 2. Un collegio uninominale anche per Valentina Scialfa, Giuseppe Arena e Felice Calabrò.

RACITI FUORI DA LISTE: VORTICE RANCORI DOMINA CICLI PARTITO

Il Partito democratico ha deciso di non ricandidarmi alle elezioni politiche. Posso fare a meno del Parlamento e soprattutto il Parlamento può fare a meno di me, ci sono esclusioni certo più significative. Continuerò la mia militanza senza farmi risucchiare dal vortice di rancori che continua a dominare i cicli politici del Partito democratico”. Lo scrive su Facebook il deputato dem Fausto Raciti.

“Ho un’esperienza ricca, di cui sono profondamente grato alle persone che mi hanno accompagnato negli anni alla guida della sinistra giovanile, dei Giovani democratici e del Partito democratico in Sicilia – aggiunge -. Ultimo dei Mohicani, il partito mi ha permesso un percorso politico così bello senza venire da una famiglia dal cognome o dal reddito importante. Sono entrato in Parlamento a 28 anni e uscirne a 38 è un fatto fisiologico, per quanto dettato dalla mia lealtà ad un’area politica che ha espresso non di rado posizioni disallineate e da dinamiche di facile lettura per i pochi appassionati che scorreranno le liste siciliane e che stanno seguendo l’andamento della campagna delle Regionali. Non è questo però il tempo dei bilanci – conclude Raciti -. Ho fatto e continuerò a fare del mio meglio a servizio delle ragioni che ritengo proprie della sinistra riformista”.

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