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Zaia stronca gli haters di Gino Strada: “Davanti alla morte si sta zitti”

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Dure parole dal governatore del Veneto: "Dobbiamo darci delle regole, non è che i social legittimino chiunque a dire quello che gli passa per la testa. Puoi parlare anche del tuo peggior nemico in vita, ma devi farlo con rispetto"
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VENEZIA – “Davanti a chi perde la vita, penso sia doveroso il silenzio: lo dovrebbe essere per tanti che aprono la bocca per niente, perchè se non si ha rispetto neanche della morte e della tragedia che comunque entra in una casa e in una famiglia…”. Luca Zaia, governatore del Veneto, stronca così gli haters che non sono mancati dopo la notizia della morte del fondatore di Emergency, Gino Strada. Commenti al veleno che non sono sfuggiti a Zaia, “li ho visti e ho evitato di intervenire perchè davanti a chi perde la vita penso sia doveroso il silenzio”, spiega il presidente del Veneto che però oggi, rispondendo ai cronisti nel consueto incontro stampa, ci va giù duro.

Lui Strada lo ha ricordato con una nota ufficiale nel giorno della scomparsa perchè è indiscutibile che si trattasse di una persona importante (“Ho scritto quello che penso, ho fatto quello che dovevo fare” ed era, “piaccia o non piaccia, uno che ha lasciato un segno nella nostra storia come molte altre realtà internazionali”) e perchè col Veneto aveva un legame (il progetto degli ambulatori medici a Marghera), ma c’è chi è andato decisamente sopra le righe nel parlare di Strada. “Dobbiamo darci delle regole, non è che sto cavolo di Facebook e e tutte ste piattaforme per premi Nobel legittimino chiunque a dire quello che gli passa per la testa. Puoi parlare anche del tuo peggior nemico in vita, ma devi farlo con rispetto”. Peraltro, aggiunge, commenti ‘indicibili’ si sono visti anche in altre occasioni: ormai “capita spesso”, quello di Strada “non è un caso isolato”, dice Zaia notando come “non ci sia più connessione tra cervello e dito che scrive o, peggio ancora, con la lingua”.

Con Strada Zaia si era visto in più occasioni, ma con lui “non ho mai parlato di politica ma dei problemi di salute dei veneti cercando di risolverli. Probabilmente non avevo nulla da spartire con lui dal punto di vista politico e abbiamo sempre parlato di problemi della povera gente. E questo era quello che dovevo fare io e quello che doveva fare lui”, aggiunge Zaia facendo capire quale debba essere la ‘giusta distanza’ e dissociandosi dagli haters.

Nella sua nota ufficiale di venerdì scorso Zaia ha definito Strada “una persona assolutamente motivata nel fare della sua vita una vera missione nella cura dei più deboli e nel contrasto alle fragilità sociali. Lo spessore del suo impegno umanitario ne ha fatto un personaggio del mondo intero, ma ci piace ricordarlo anche come parte della nostra comunità veneta, colui che ha scelto Venezia come residenza e come sede di alcune importanti attività della sua organizzazione”. L’ultima volta che Zaia aveva incontrato Strada “eravamo già in piena pandemia” e “non posso dimenticare- aveva detto il governatore- come lo ho trovato provato e coinvolto emotivamente per quanto il contagio stava producendo sui più deboli e sulle categorie più fragili”.

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