Treviso, ordigno rudimentale esplode davanti sede della Lega

ROMA - Alle ore 13.55 un ordigno rudimentale è esploso in via Fontana 95, a Treviso, all’altezza della sede della
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ROMA – Alle ore 13.55 un ordigno rudimentale è esploso in via Fontana 95, a Treviso, all’altezza della sede della Lega. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, col personale operativo del nucleo Nbcr. Nessuna persona coinvolta, limitati danni al portone di ingresso. Così da fonti della Lega.

LEGA. TREVISO, SALVINI: CERCANO DI FERMARCI MA NON CI FANNO PAURA

“Una bomba rudimentale è esplosa di fronte alla sede della Lega di Villorba (Treviso), un’altra è stata trovata inesplosa. Cercano di fermarci, ma violenti e delinquenti non ci fanno paura. Andiamo avanti, più forti di prima. Io non mollo”. Matteo Salvini, vice presidente del Consiglio e ministro dell’Interno, lo scrive su Twitter.

TREVISO. ORDIGNO SEDE LEGA, ZAIA: ATTO GRAVISSIMO, BRUTTO SEGNALE

“Esprimo la mia più ferma condanna per l’attentato alla sede della Lega di Treviso. Si sia trattato di un atto dimostrativo o della volontà di far del male, di ordigni ad alto potenziale oppure no, poco importa: si tratta comunque di un atto gravissimo, esecrabile, speriamo non il primo di una possibile inquietante spirale”. Così in una nota il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, commenta il grave atto compiuto la notte scorsa al K3, sede della Lega a Treviso.

“Un bruttissimo segnale- prosegue Zaia- contro quella che non è soltanto la sede storica di un movimento e di un partito, ma anche un luogo dove i cittadini e i militanti si ritrovano per un confronto che deve sempre essere aperto, franco e democratico. Da noi è così, se qualcuno altro vuol far prevalere altri linguaggi, sappia che troverà sempre una ferma e condivisa opposizione democratica”.

Conclude Zaia: “La rivendicazione giunta ci riporta a tristi epoche e ad allucinanti linguaggi che credevamo ormai dimenticati. Se così non è, questi nemici della democrazia sappiano che troveranno una società veneta pronta a respingerli nel nome del confronto civile e della difesa delle istituzioni democratiche”.

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