ROMA – Una storia vecchia, lunga quarantadue anni, oltre duemilatrecento giorni, che inevitabilmente torna a far discutere ad ogni Argentina-Inghilterra. Soprattutto se di mezzo c’è il calcio.
Era il 2 aprile del 1982 quando il governo argentino guidato dall’allora generale Leopoldo Galtieri decise di invadere le isole Falkland (anche Malvine o Malvinas come le chiamano in Argentina), che invece il Regno Unito controllava dal 1833, rivendicandone il possesso. Le Falkland sono un territorio d’oltremare del Regno Unito, capoluogo è Stanley, che si trova proprio di fronte l’Argentina. Il conflitto, conosciuto come la guerra delle Falkland o guerra delle Malvine, si risolse proprio a favore del Regno Unito che riconquistò le Isole dopo una prima invasione argentina, che per questo subì anche sanzioni economiche decise dalla Comunità economica europea.
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Più che dello storico gol di Maradona ai Mondiali di Messico 1986, di cui proprio quest’anno cadevano i 40 anni, che contribuì all’eliminazione inglese ai quarti di finale da parte dell’Argentina, Messi, Paredes e compagni hanno scelto di ricordare e rivendicare le Falkland al termine della sofferta vittoria in semifinale contro l’Inghilterra ai Mondiali in corso in Stati Uniti, Messico e Canada, srotolando in mezzo al campo uno striscione con la scritta ‘Las Malvinas son Argentinas’.
Scelta, questa, che secondo AS la Fifa non ha preso bene ed anzi, con riferimento ai propri regolamenti che sono contrari alla presenza di riferimenti o gesti politici in occasione di una partita, punirà l’Argentina con una multa.
(photo credit: Las Islas Malvinas son Argentinas- The Malvinas islands are argentinian/fb)




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