COLOMBIA. CAMBIA IL PRESIDENTE, CONTINUA LA SOLIDARIETÀ
Al via il 20 luglio in Colombia la nuova legislatura, con una maggioranza parlamentare che si sposta da sinistra a destra. Il 7 agosto ci sarà poi il giuramento del nuovo presidente Abelardo de la Espriella. Per la prima volta, la cerimonia non dovrebbe svolgersi nella Plaza de Bolívar di Bogotá, cuore delle istituzioni, ma in una base militare. Mentre la Colombia cambia guida politica, restano aperte le sfide della pace, della lotta alla povertà e della tutela dei minori. È un terreno sul quale continuano a operare tante organizzazioni locali, sostenute anche dalla cooperazione internazionale e dalla Chiesa italiana. Negli ultimi 35 anni, la Cei ha sostenuto quasi 700 progetti per un valore di 71 milioni di euro. Tra questi la casa-famiglia Mamá Margarita, a Medellín, che accoglie 150 adolescenti e bambine in condizione di vulnerabilità. “Qui posso stare con tante compagne”, dice una piccola, ospite della struttura. “È importante perché qui mi insegnano a leggere, a scrivere, a giocare insieme alle altre bambine e a fare tante amicizie”. Casa Mamá Margarita è sostenuta dall’organizzazione salesiana Vides, grazie ai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica. Una scelta preziosa anche in Colombia, compatibile con il 5xmille.
SCUOLA. GRONDAIE NUOVE E BREAK DANCE, A ESWATINI È UN SOGNO
Laboratori di matematica, arte, sport e riciclo nelle scuole del piccolo regno africano di Eswatini. A organizzarli 20 ragazzi bolognesi accompagnati dai volontari dell’associazione Visu-Ali. Parte dell’esperienza, di due settimane, è stata la realizzazione di lavori utili alla comunità. “Oggi”, dice Annalisa Pini, accompagnatrice con Visu-Ali, “riusciremo a comprare tutto il materiale per fare le grondaie nuove per evitare che piova nelle classi”. Sono state poi acquisite scorte di riso, olio, fagioli e farina per il pranzo che i bambini fanno a scuola, spesso l’unico della giornata. C’è stato anche tempo per divertirsi, alla Phakamani Primary School. “Oggi abbiamo giocato a ruba-bandiera facendo le addizioni e tutti i calcoli, si sono divertiti, adesso abbiamo fatto la break dance”, dice Thea Bernardi Traversi, volontaria. A Eswatini, almeno per due settimane, è una scuola dei sogni.
SPORT. UNA ‘RUN CHALLENGE’ PER STARE INSIEME: ANCHE A VARSAVIA
Chiunque può fare sport, nessuno escluso, bastano passione e forza di volontà: è lo spirito di Run Challenge, progetto di corsa sociale. Lanciato a Milano nel 2016 dall’organizzazione Play More, oggi conta dieci punti in Italia e sette in altri Paesi d’Europa. Al progetto, gratuito, hanno già aderito oltre mille persone, tra cui 400 con disabilità. Incontriamo Riccardo Rizzoli, atleta ed event manager, nel parco Olszyna di Varsavia, in occasione del primo raduno della Run Challenge in Polonia: “Si tratta di un running club inclusivo”, spiega: “Non c’è solo corsa ma anche camminata aperta a tutti, e corre o cammina anche chi non può muoversi, in carrozzina, oppure accompagnati da un volontario se si è ciechi”.
SOCIALE. 4,7 MILIONI DI ITALIANI NELL’ATLANTE PER IL BENE COMUNE
Sono 4,7 milioni i cittadini italiani che fanno volontariato. Circa 147mila invece gli enti iscritti nel registro del Terzo settore, impegnati in attività di solidarietà, lotta alle nuove povertà, tutela dell’ambiente o promozione culturale. Questi numeri sono contenuti in un rapporto presentato alla Camera dei deputati: si intitola ‘L’Atlante del Terzo settore – Conoscere l’Italia del bene comune’ ed è curato dagli esperti di Fondazione Terzjus e Italia non profit. Accanto a mappe che illustrano il radicamento territoriale di ciascun ente, sottolinea Mara Moioli, co-fondatrice di Italia non profit, ci sono “le storie, perché senza le esperienze dirette i dati rischiano di restare solo numeri”.




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