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Angola, i droni liberano dalle mine e aiutano pure gli elefanti

Angola droni elefanti
Un corridoio libero dalle mine potrebbe favorire l'arrivo di elefanti dal Botswana, dove il governo denuncia un aumento dei conflitti tra i pachidermi e i contadini
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ROMA – Non solo raid ed esecuzioni sommarie nel nome della lotta al terrorismo: i droni possono salvare dalle mine anti-persona. Accade in Angola, un Paese lacerato da una guerra civile combattuta tra il 1975 e il 2002, dove a schierare i velivoli senza pilota è una ong inglese, Halo Trust.

La notizia è stata rilanciata questo mese dal Times, dalla Bbc e da altre testate britanniche. Le azioni di bonifica, d’intesa con il governo di Luanda, sono favorite da droni con sensori termici e tecnologie di telerilevamento lidar che consentono di individuare le mine anche in zone di macchia fitta o di foresta.
Secondo Paul McCann, esperto di Halo Trust, con i velivoli è possibile “fotografare” gli ordigni anche grazie alla loro temperatura, che è più elevata rispetto a quella del terreno circostante.

Il governo dell’Angola sta investendo in particolare nelle bonifiche delle regioni del sud-est, tra le meno sviluppate del Paese. “Ci sono due parchi nazionali che lo sono solo sulla carta – ha detto McCann – perché la presenza di 153 campi minati ha finora impedito le azioni di tutela della fauna selvatica“.

Le bonifiche coordinate da Halo Trust stanno riguardando un percorso lungo 16 chilometri, parte della riserva di Kavango-Zambezi, che si estende tra Angola, Botswana, Namibia e Zimbabwe. Un corridoio libero dalle mine potrebbe favorire l’arrivo di elefanti dal Botswana, dove il governo denuncia un aumento dei conflitti tra i pachidermi e i contadini, con irruzioni nei campi coltivati e incidenti divenuti negli anni più frequenti.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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