Mamma Giada Giunti: “La tanto attesa udienza di appello non si è tenuta”

L'avvocato Priolo: "Questa e' la cancellazione dall'anagrafe di una madre"
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ROMA – Non si e’ tenuta oggi l’udienza di appello, richiesta il 16 marzo scorso, da Giada Giunti per sapere, come racconta lei stessa alla Dire, “dove si trovasse il figlio il 5 marzo e a chi fosse affidato, dal momento che in una conversazione aveva detto di essere ad Abu Dabi con il padre, mentre l’uomo si e’ poi presentato in udienza il giorno dopo”.

Ha spiegato l’avvocato Carlo Priolo, legale di mamma Giunti: “Oggi dicono che il 15 giugno, lo stesso giorno in cui è stata fissata l’udienza di oggi, e’ stato mandato un provvedimento generale per cui l’udienza si sarebbe tenuta senza la comparizione delle parti e solo inviando note“.

“E’ importante ricordare- ha sottolineato Priolo- che questa udienza era comunque tardiva, arrivando con oltre 3 mesi di ritardo dalla richiesta. Era stata fissata il 2 luglio e poi differita al 16 luglio perche’- ha spiegato ancora l’avvocato- ho presentato altre due istanze urgenti, l’1 e il 10 giugno, per richiedere l’immediato affidamento del bimbo alla mamma“.

Mamma Giunti ha ricordato invece quella udienza del 5 marzo, “quando la giudice mi ha detto ‘Lei stia zitta, se dice una parola la mando fuori’, impedendomi di parlare”. Nel decreto del 19 marzo, deciso in quella udienza del 5 marzo, la giudice ha scritto: “Si rileva che a fronte della dichiarata decadenza della signora Giunti dalla responsabilita’ genitoriale il suo accoglimento (le istanze di affido del bambino con sua madre) comporterebbe il rientro del minore in una struttura di accoglienza”. L’avvocato Priolo ha quindi concluso: “Questa e’ la cancellazione dall’anagrafe di una madre”.

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16 Luglio 2020
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