La Camera conferma gli accordi con la Libia, strappo nella maggioranza (e nel Pd)

Leu e 7 deputati del Partito Democratico votano contro la risoluzione sulle missioni internazionali: "Crimini contro l'umanità, non chiuderemo gli occhi"
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – Via libera della Camera alla risoluzione di maggioranza sulle missioni internazionali, ma nella maggioranza si apre una divisione sull’intervento in Libia.

Il testo è stato votato per parti separate. Per quanto riguarda il finanziamento alle missioni, ha raccolto 453 si’, nessun voto contrario e nove astenuti. Nei voti favorevoli ci sono anche quelli dei parlamentari di centrodestra.

Voti favorevoli del centrodestra anche alla parte relativa all’intervento in Libia che tuttavia ha raccolto 401 si’. Questo perche’ i no sono stati 23, tutti di maggioranza, tra deputati di Leu e Pd. Le astensioni sono state 9, mentre Italia Viva non ha partecipato al voto.

I 23 contrari hanno firmato un manifesto con cui spiegano perche’ l’Italia non deve piu’ sostenere la Guardia Costiera libica.

ORFINI: “NON POSSIAMO ADDESTRARE I TORTURATORI”

“Io sono d’accordo, nessuno dice di andare via dalla Libia. Dobbiamo rimanere in Libia per risolvere i problemi e non per armare e addestrare chi quei problemi li crea; per difendere i più deboli e non per addestrare chi li tortura”. Così Matteo Orfini, deputato Pd, è intervenuto in aula nel corso del dibattito sul decreto missioni.

“Un grande paese come l’Italia mette al centro di una politica estera la difesa dei diritti umani, oggi ci si sta chiedendo di chiudere gli occhi di fronte alla barbarie, alla sistematica violazione di quei diritti, io voterò contro la missione che prevede il rifinanziamento alla guardia costiera libica”, sottolinea.

STRAPPO ALLA CAMERA, PINI-RIZZO NERVO SI ‘RIBELLANO’ AL PD

Si consuma lo strappo nel Pd (e nella maggioranza di governo) sul rifinanziamento della missione in Libia. E dei 23 che oggi alla Camera hanno votato contro il provvedimento, ci sono anche due dem emiliano-romagnoli: Luca Rizzo Nervo e Giuditta Pini.

L’ex assessore al Welfare del Comune di Bologna spiega le sue ragioni su Facebook, criticando apertamente la scelta del Pd. “Non ho votato come ha fatto il mio partito, insieme a Lega e 5stelle- spiega Rizzo Nervo- ma ho votato, insieme ad altri colleghi, da democratico, per la difesa dei diritti umani“.

I ‘dissidenti’ del Pd sono in tutto sette: oltre a Rizzo Nervo e Pini, ci sono anche la vicecapogruppo Chiara Gribaudo, Matteo Orfini, Fausto Raciti, Enza Bruno Bossio e Laura Boldrini. Contrari anche i deputati di Leu, mentre gli esponenti di Italia Viva non hanno partecipato al voto.

Non avevo mai votato in difformita’ al mio gruppo– premette Rizzo Nervo- per me politica e’ condivisione delle scelte, e’ atto collettivo mai solitario. Anche quando cio’ comporta fatiche e mediazioni. Ma sono successe delle cose in questi anni”.

Il dem ricorda prima di tutto la richiesta del Consiglio d’Europa all’Italia di sospendere le attivita’ insieme alla guardia costiera libica. Rizzo Nervo cita poi il rapporto dell’Onu, nel quale “si legge che i centri di accoglienza sono in realta’ veri e propri lager“, luoghi “in relazione diretta, quando non nel pieno controllo, di uomini della Guardia costiera libica”. Senza dimenticare che “la Corte internazionale de L’Aja ha avviato un’indagine per crimini contro l’umanita’ nei confronti delle autorita’ libiche rispetto al trattamento dei migranti”.

Eppure oggi il Pd, “contrariamente a quanto avevamo deciso negli organismi dirigenti– contesta Rizzo Nervo- ci ha chiesto, nonostante tutto quello di cui siamo a conoscenza, di votare a favore del rifinanziamento alla guardia costiera libica. Contrariamente a quanto avevamo deciso di fare in assemblea nazionale, votando all’unanimita’ una revisione totale degli accordi con la Libia e in particolare per il superamento del ruolo della Guardia costiera libica e delle sue collusioni con i trafficanti di esseri umani, il mio partito mi ha chiesto di ignorare quel voto vincolante. Di chiudere gli occhi di fronte ad una barbarie da piu’ parti documentata“.

Secondo Rizzo Nervo, pero’, “qui siamo ben oltre le dinamiche interne al Pd o al Governo, ai compromessi o ai sacrifici della nostra opinione personale a cui spesso siamo chiamati e che accettiamo nel nome di un equilibrio politico. Qui siamo nel campo dei diritti umani, nel campo dei valori che da sempre portiamo avanti, nel campo della difesa della nostra identita’ di democratici”.

Per questo, spiega il deputato Pd, “per rispetto della mia storia personale e politica, per rispetto a tutti voi che negli anni l’avete sostenuta, e per rispetto alle decisioni che assumiamo insieme negli organismi dirigenti e per profonda convinzione di fare la cosa giusta, oggi ho votato no al rifinanziamento della missione di sostegno alla Guardia costiera libica“.

La presa di posizione, esplicitata su Facebook da Rizzo Nervo, raccoglie numerosi commenti e reazioni a favore, tra cui il ‘like’ di Matteo Lepore, assessore alla Cultura del Comune di Bologna e fra i papabili per la candidatura a sindaco nel 2021.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

16 Luglio 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»