Calabria, presentate le proposte di riforma del comparto sanitario

Intervista dell'agenzia Dire al portavoce del coordinamento Comunità competente Rubens Curia
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REGGIO CALABRIA – “Siamo convinti che le continue singole emergenze nella sanità si superano valorizzando i professionisti competenti alla guida delle Aziende sanitarie e delle Unità operative e approvando una riforma che preveda 5 Aziende sanitarie territoriali (AST) e 3 Aziende sanitarie ospedaliere (ASO) che governino tutta la ospedalità pubblica e privata accreditata”. Così all’agenzia Dire il portavoce del coordinamento Comunità competente Rubens Curia (già dirigente del dipartimento regionale della sanità, ndr), nel presentare oggi a Reggio Calabria nella sede del Consiglio regionale le ‘linee guida per una riforma della sanità in Calabria’.

“Un documento – ha aggiunto Curia – scritto a più mani e frutto di oltre venti incontri in tutta la regione, che vorremmo fosse preso in considerazione dal commissario della sanità calabrese Cotticelli. Quando descriviamo la medicina distrettuale affermiamo che il territorio è stato desertificato da un punto di vista sanitario”.

Tra le proposte per recuperare qualitativamente gli ospedali periferici, si ritiene “importante” una diversa organizzazione della rete ospedaliera e l’applicazione di un ‘modello del pendolo’ che prevede “lo spostamento di una equipe medica o di singoli sanitari tra i nodi della rete ospedaliera. Altro punto fondamentale è la richiesta di un piano triennale di investimenti per l’ammodernamento tecnologico e lo sviluppo della sanità digitale, l’accelerazione della costruzione dei nuovi ospedali e – ha concluso Curia – un piano straordinario di assunzioni”.

All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, il presidente del Consiglio regionale della Calabria Nicola Irto, al quale è stato consegnato il documento con le Linee guida per una riforma della sanità, il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà e don Giacomo Panizza presidente della Comunità Progetto Sud.

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16 Luglio 2019
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