AUDIO | Borsellino: “Io, libero di essere ucciso la sera”

"Non capisco che senso abbia farmi perdere la libertà la mattina per essere, poi, libero di essere ucciso la sera"
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ROMA -«Che senso ha essere accompagnato la mattina per poi essere libero di essere ucciso la sera?». Se lo chiedeva Paolo Borsellino l’8 maggio del 1984, davanti alla commissione parlamentare Antimafia in missione a Palermo. Gli inediti delle inchieste parlamentari dal 1962 al 2001 sono stati desecretati dalla commissione parlamentare antimafia presieduta oggi da Nicola Morra.

Palermo in quegli anni è scossa dalla seconda guerra di mafia, tra i Corleonesi da una parte e Bontate e Badalamenti dall’altra. Tra il 1981 e il 1983 vennero commessi circa 600 omicidi. Nelle registrazioni di Borsellino emerge la sproporzione di forze tra la Cupola e lo Stato.

Il magistrato lamenta la presenza di una sola auto blindata per quattro giudici che ne chiedevano l’uso. «Pertanto io – diceva Borsellino – sistematicamente, il pomeriggio mi reco in ufficio con la mia automobile e ritorno a casa alle 21 o alle 22. Magari con ciò riacquisto la mia libertà utilizzando la mia automobile; però non capisco che senso abbia farmi perdere la libertà la mattina per essere, poi, libero di essere ucciso la sera», diceva Borsellino.

Otto anni dopo, in via D’Amelio l’esplosione della 126 imbottita di tritolo, al passaggio del giudice. Insieme a lui morirono 5 agenti della scorta.

L’audizione del maggio 1984 è dedicata in gran parte «ai problemi di natura pratica» come la mancanza di segretari e dattilografi, ma anche l’impossibilità di usare un personal computer, arrivato da un mese, ma mai collaudato e messo in funzione. «Con il fenomeno che stiamo vivendo in questo momento della gestione di processi di mole incredibile (ognuno dei quali è composto da centinaia di volumi che riempiono intere stanze) – diceva Borsellino, a quasi due anni dall’inizio del maxiprocesso – è diventato indispensabile, oltre che l’uso di attrezzature più moderne delle nostre semplici rubriche, l’uso di un computer che è finalmente arrivato a Palermo ma che, purtroppo, non sarà operativo se non fra qualche tempo perché sembra che i problemi delle sua installazione siano estremamente gravi, anche se non si riesce a capire perché. So soltanto che è arrivato al tribunale di Palermo ed è stato collocato in un camerino. Ora stiamo aspettando…».

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16 Luglio 2019
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