Università, concorsi truccati a Catania: indagato l’ex sindaco Enzo Bianco

Lo rivela il quotidiano 'La Sicilia', secondo cui, oltre a Bianco è indagato anche l'ex assessore comunale alla Cultura, Orazio Licandro
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

PALERMO – L’ex sindaco di Catania, Enzo Bianco, è tra gli indagati dell’inchiesta ‘Università bandita‘, che a giugno ha portato alla sospensione del rettore dell’Ateneo etneo Francesco Basile e di altri nove docenti. Lo rivela il quotidiano ‘La Sicilia’, secondo cui, oltre a Bianco è indagato anche l’ex assessore comunale alla Cultura, Orazio Licandro. Il quotidiano spiega che i nomi di Bianco e Licandro fanno parte di ulteriori 14 avvisi di conclusione delle indagini notificati nelle scorse ore dalla Digos.

L’inchiesta della Procura di Catania ipotizza l’esistenza di una vera e propria “associazione a delinquere” all’interno dell’Università, “con a capo” l’ormai ex rettore Francesco Basile, che si è dimesso pochi giorni dopo lo scoppio dell’indagine. Secondo i magistrati era stato messo in piedi un sistema finalizzato “ad alterare il naturale esito dei bandi di concorso”.

BIANCO: FIDUCIA IN INDAGINI

“Mi fa piacere che la magistratura catanese abbia deciso di prolungare le indagini su una vicenda del dipartimento di Scienze umanistiche. Sono sicuro che al termine di questo approfondimento sarà dimostrata la piena legittimità del mio comportamento“. Lo scrive sul suo profilo Facebook l’ex sindaco di Catania, Enzo Bianco. 

 “Si sta parlando di un professore di Storia del diritto romano, già ordinario da molti anni, con una serie di pubblicazioni riconosciute a livello internazionale – aggiunge Bianco parlando dell’inchiesta -. E di una procedura, che a me pare pienamente legittima, rispetto alla quale non ho ovviamente alcuna competenza. Ho piena fiducia che approfondite indagini confermeranno quanto ho affermato”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

16 Luglio 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»