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‘Lightyear’, polemica per il bacio gay nel nuovo film Disney Pixar

La pellicola d'animazione, già disponibile nei cinema, è stata bandita in 14 Paesi per il bacio scambiato tra due donne

bacio gay

ROMA – Non solo l’amicizia, tema tanto caro a Disney. ‘Lightyear’, il nuovo film d’animazione Pixar, celebra senza moralismi l’inclusione. E lo fa con il primo bacio gay della storia degli studios. Un’apertura significativa per la casa di produzione: lo scorso marzo i dipendenti Pixar si sono battuti contro la decisione di tagliare la scena. La protesta si è conclusa con il dietrofront di Disney, che ha scelto di reinserire la sequenza. Ma adesso che il film è disponibile sul grande schermo, le polemiche si riaccendono.

LIGHTYEAR, POLEMICA PER IL BACIO GAY

‘Lightyear La vera storia di Buzz’ racconta le origini dell’eroe che ha ispirato il leggendario giocattolo di ‘Toy Story‘. Lo Space Ranger è accompagnato in questa avventura da una serie di nuovi personaggi, tra cui la pilota Alisha Hawthorne, che ha una relazione con un’altra donna. Ma il bacio fugace che le due si scambiano ha fatto sì che la pellicola venisse bandita in 14 Paesi, tra cui Emirati Arabi, Egitto e Indonesia. La Cina, che aveva fatto tagliare 6 secondi nel film Animali Fantastici – I segreti di Silente per evitare riferimenti a una relazione tra Silente e Grindelwald, ancora non si è pronunciata.

PRO VITA FAMIGLIA: GENITORI DISERTINO I CINEMA

La polemica ha raggiunto anche l’Italia. “La Disney sta usando i suoi cartoni per fare propaganda gender e LGBTQIA+ davanti a milioni di bambini in tutto il mondo, e questo è intollerabile”, ha dichiarato Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia Onlus. “E’ stata inserita una coppia lesbica che parla di matrimonio gay e sfrutta la fecondazione artificiale per dotarsi di un figlio, eliminando la figura del papà. La Disney ha ammesso di aver aggiunto queste scene per promuovere una vera e propria ‘agenda gay’. Invitiamo i genitori e le famiglie a non portare i loro figli al cinema. Più di 30.000 genitori amareggiati per questa deriva ideologica hanno firmato la petizione di Pro Vita & Famiglia per chiedere all’azienda di fermare questo bombardamento ideologico e politico ai danni dei bambini”.

“La Disney- prosegue Coghe- si è trasformata nel più potente megafono gender e LGBT verso i bambini, organizzando gay pride nei parchi divertimento, adattando i gadget in chiave arcobaleno e inserendo nei cartoni sempre più scene e personaggi LGBTQIA+, che secondo la presidente della Disney General Entertainment Content Karey Burke dovrebbero essere almeno il 50% del totale. La piattaforma Disney+, inoltre, ha creato un catalogo dedicato ai temi gay e trasmesso uno spettacolo di drag queen per bambini, sponsorizzando un’associazione che promuove i ‘minori LGBTQIA+’ nelle scuole. Riteniamo che la Disney non sia più un’azienda amica delle famiglie, e invitiamo i genitori a difendere i loro figli dalle sue mire ideologiche”.

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2022-06-16T11:06:04+02:00