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Al via l’insegnamento del sardo e del catalano nelle scuole della Sardegna

ROMA, RITORNO A SCUOLA, RIAPERTURA DEL LICEO NEWTON
L'assessore alla Pubblica istruzione, Andrea Biancareddu, spiega che la Regione metterà a disposizione 900.000 euro per finanziare gli interventi
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CAGLIARI – Via libera dalla commissione Cultura del Consiglio regionale sardo, alla programmazione dell’insegnamento nelle scuole delle lingue delle minoranze storiche (sardo e catalano) proposta dall’assessorato della Pubblica istruzione. La Regione metterà a disposizione 900.000 euro che finanzieranno due linee di interventi: 500.000 euro andranno alle scuole di ogni ordine e grado per l’insegnamento e l’utilizzo veicolare del sardo e del catalano di Alghero in orario curriculare, 400.000 saranno invece utilizzati per la realizzazione di laboratori didattici in orario extracurriculare.

“Con questo programma diamo attuazione alla legge 22 del 2018 che disciplina la politica linguistica regionale- le parole dell’assessore alla Pubblica istruzione, Andrea Biancareddu, sentito in mattinata dalla commissione-. Dopo le difficoltà dovute alla pandemia l’insegnamento del sardo e del catalano potrà finalmente entrare a regime”.

Per i progetti, spiega Biancareddu, si ricorrerà ai docenti dell’elenco regionale previsto dall’articolo 20 della legge 22. Finora sono 195 gli insegnanti iscritti. I progetti saranno selezionati sulla base di alcuni criteri: il numero delle adesioni degli alunni, le ore di insegnamento riservate all’utilizzo veicolare delle lingue delle minoranze storiche, la continuità con precedenti esperienze, la qualità della proposta didattica, l’utilizzo di docenti interni agli istituti scolastici. Lo scorso anno sono stati presentati 68 progetti per l’insegnamento del sardo curriculare: 14 hanno riguardato la scuola dell’infanzia, 54 invece la scuola primaria. Per quanto riguarda i laboratori didattici, si terrà conto della esperienza maturata, della integrazione con i progetti di sardo curriculare e della partecipazione ad altre iniziative regionali o comunitarie.

Le due linee di finanziamento saranno estremamente flessibili– conclude Biancareddu- le risorse potranno essere spostate da un settore all’altro in base al numero dei progetti presentati”.

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