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Virtus Bologna raccoglie gli allori dopo lo scudetto: riconoscimenti da Comune e Regione

giocatori virtus bologna ritirano targa da bonaccini
Alcuni giocatori della squadra di basket hanno incontrato prima il sindaco Merola poi il governatore Bonaccini, che hanno consegnato loro la Turrita d'Argento e una targa
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Di Pietro Tabarroni

BOLOGNA – Prima la ‘Turrita d’argento‘ (onorificenza che viene consegnata dal Comune di Bologna) dalle mani del primo cittadino Virginio Merola, poi una targa da quelle del presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. Le V nere, fresche del 16esimo scudetto sul petto, oggi raccolgono gli allori della loro cavalcata che ha riportato nel capoluogo emiliano-romagnolo il tricolore del basket, dopo vent’anni di attesa dal grande slam dell’allora Kinder, nel 2001.

Con loro, il patron Massimo Zanetti, che accompagna il drappello di giocatori nei palazzi dell’amministrazione cittadina e regionale, fra i quali Belinelli, Ricci e Pajola. Insieme a Merola, durante la consegna della ‘Turrita’, è intervenuto Matteo Lepore, assessore allo Sport. “La storia della Virtus nasce con sei ragazzi“, rievoca Lepore, e ripercorre le tappe fondamentali della gestione Zanetti: “Quando lo sponsor diventa Segafredo, la Virtus vince subito una Coppa Italia di A2. Poi promozione in serie A, la ‘Champions league’ del basket, mai conquistata da una squadra italiana fino alle V nere, e infine, lo scorso 11 giugno, il sedicesimo scudetto, con cui la nostra città, basket city, è tornata sulla vetta della pallacanestro italiana, dopo vent’anni. Per questo, conferiamo oggi alla Virtus Segafredo Bologna, la ‘Turrita d’argento'”.

Terminata la cerimonia in Comune, le V nere scappano in viale Aldo Moro, dove ad attenderli c’è il presidente regionale Stefano Bonaccini. “Quello che vi consegniamo oggi- dice- è un riconoscimento simbolico e banale, per uno scudetto che non lo è affatto. Stiamo parlando di una prestazione ai playoff da 10 vittorie consecutive, e non so quante squadre possano vantare un successo simile, contro un avversario come Milano, per giunta”.

Bonaccini ha poi salutato con gioia “l’italianità” della squadra campione d’Italia, fattore che “in un mondo tipicamente internazionale”, come la pallacanestro, “mi pare ancor più importante”, conclude il presidente. A ritirare le onorificenze, sempre Zanetti che questa mattina ha speso, sia in Comune che in Regione, molte parole per l’altro lato del suo progetto virtussino, quello della squadra femminile. “Mia madre- racconta il patron delle V nere- era una cestista, per questo amo il basket femminile. Il mio impegno e tornare qui il prossimo anno, con la squadra femminile campione d’Italia” e con la “casa delle V nere, quella definitiva, il palazzetto in pietra che mi sono impegnato a realizzare”.

Anima, grinta e cuore per uno scudetto che onora l’Emilia-Romagna”, si legge intanto nella targa che riassume bene la corsa della Virtus verso la conquista dello scudetto. Lo scudetto “è arrivato insperatamente ma dopo una stagione in cui abbiamo lottato e che senza dubbio ci ha reso meritevoli del titolo. Speriamo che questo possa essere l’inizio di un percorso virtuoso e che il titolo ci permetta di fronteggiare con spirito le prossime sfide che ci attendono”, è l’auspicio finale di Zanetti.

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