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Il romanzo ‘L’attentato’ di Yasmina Khadra diventa una serie Netflix

Yasmina Khadra
L'autore algerino parla del dramma anche psicologico del terrorismo
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ROMA –  ‘L’attentato’, romanzo del 2005 dello scrittore algerino Mohammed Moulessehoul, più noto anche a livello internazionale con lo pseudonimo di Yasmina Khadra, diventerà una serie tv prodotta da Netflix. Ad annunciarlo in un tweet è stata l’ambasciata degli Stati Uniti ad Algeri che, lodando la carriera del noto romanziere, ha scritto: “Non è la prima volta che questo stimato autore algerino attira l’attenzione del pubblico americano: il suo libro del 2002 ‘Le rondini di Kabul‘ è stato pubblicato dall’editore Doubleday ed è stato votato come miglior libro del San Francisco Chronicle e del Christian Science Monitor”.

La serie sarà diretta da Michael Kupisk e porterà sul piccolo schermo un thriller ambientato in Medio Oriente: Amin, noto chirurgo palestinese naturalizzato israeliano, conduce una vita ben integrata a Tel Aviv, finché non scopre che a farsi esplodere in un attentato è stata sua moglie Sihem, di cui fino a quel momento non aveva mai sospettato derive estremiste. L’uomo inizia così un viaggio a ritroso per scoprire cosa abbia spinto la moglie a prendere una decisione così terribile: è un modo per approfondire le cause psicologiche, più che ideologiche, che sottendono simili scelte, e indagare su cosa porta le persone a preferire la morte alla vita.

L’annuncio dell’ambasciata americana è giunto a due giorni dalla chiusura dei seggi per le elezioni legislative in Algeria.
Un momento delicato per un Paese che dal 2019 è attraversato da proteste popolari che chiedono riforme democratiche.
Khadra-Moulessehoul, una quarantina di romanzi all’attivo, alcuni dei quali anche tradotti in italiano, è una voce autorevole sul mondo arabo-islamico e non solo. Nei suoi libri ha raccontato il conflitto israelo-palestinese, ma anche l’Afghanistan e la rivoluzione di Cuba; oltre naturalmente all’Algeria, Paese che da ufficiale dell’esercito decise di lasciare nel 2000 per auto-esiliarsi in Francia con la famiglia, mantenendo però lo pseudonimo ‘Yasmina Khadra’, ossia il nome della moglie che aveva usato per sfuggire alla censura.

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