VIDEO | Associazione mafiosa e usura, colpo ai Casamonica: venti arresti e sequestro da 20 milioni

Le intercettazioni documentano prevaricazioni, minacce e la convinzione di "proteggere Roma" da camorra e 'ndrangheta
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ROMA – “Perché i Casamonica proteggono Roma… invece hanno stufato… i napoletani vonne entra’… la camorra vo’ entra’ a Roma e i calabresi vonno entra’ a Roma”. “Je da fastidio perchè noi proteggemo Roma”. Così in alcune intercettazioni telefoniche dell’indagine ‘Noi proteggiamo Roma’, che ha portato all’arresto di 20 persone appartenenti al clan Casamonica. In particolare Guido Casamonica, figlio di Ferruccio, lamentandosi dei provvedimenti giudiziari emessi nei confronti di altri membri del clan, afferma che l’annientamento del sodalizio è finalizzato a consentire alle organizzazioni forti di mettere le mani su Roma: “Devono far entrare… devono far entrare… organizzazioni forti a Roma ecco perché ce vonno distrugge a noi!! La camorra e la n’drangheta”. Sottolineando, poco dopo, che la presenza dei Casamonica sul territorio consente di proteggere la Capitale, sottraendo conseguentemente la città al controllo dei clan camorristici e delle cosche calabresi.

GLI ARRESTATI DEL CLAN

Sferrato un altro duro colpo ai Casamonica. La Polizia di Stato, su richiesta della Dda, sta eseguendo infatti misure cautelari per associazione di stampo mafioso, estorsione, usura e intestazione fittizia di beni nei confronti di appartenenti al clan, oltre a un sequestro ai fini della confisca per circa 20 milioni di euro.

Dalle prime ore di questa mattina, più di 150 uomini della Polizia di Stato del Servizio centrale Operativo, della Squadra mobile di Roma e del commissariato Romanina hanno dato appunto esecuzione all’ordinanza applicativa di misure cautelari personali e reali emessa dal gip del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Direzione distrettuale Antimafia, nei confronti di appartenenti al clan Casamonica.

Contestualmente all´esecuzione delle ordinanze è stata data esecuzione al decreto di sequestro di beni ai fini della confisca emesso dal Tribunale di Roma-Sezione delle misure di prevenzione per un valore di circa 20 milioni di euro.

Sono 15 le persone finite in carcere (Guerino Casamonica, detto Pelé, classe 1970; Giuseppe Casamonica classe 1950; Sonia Casamonica classe 1980; Ferruccio Casamonica classe 1950; Gelsomina Di Silvio, detta Silvana, classe 1955; Christian Casamonica classe 1984; Raffaele Casamonica classe 1972; Daniele Pace classe 1991; Carolina Candit classe 1982; Griselda Filipi classe 1989; Piero Iannini classe 1951; Danilo Menunno classe 1977; Manolo D’Aguanno classe 1991; Angelo Bruni classe 1988; Alessandro Presutti classe 1973) e 5 agli arresti domiciliari (Giuseppe Bruni classe 1982; Dora Casaminica classe 1976; Luciano Paiella classe 1949; Alessandro Panitteri classe 1955; Vanessa Manzo classe 1979).

DECINE LE VITTIME DI USURA ED ESTORSIONE

Sono decine le vittime finite nella rete dell’usura del clan Casamonica che aveva base nel quartiere della Romanina nella Capitale. “I conseguenti accertamenti- scrivono gli inquirenti della Dda- supportati dalle risultanze dell’attività tecnica, hanno permesso di ricostruire i delitti di usura e estorsione commessi dal clan Casamonica nei confronti di oltre trenta persone, nonché l’esercizio abusivo del credito verso circa 50 soggetti”. Gli atteggiamenti di prevaricazione, le minacce e i metodi violenti sono stati ampiamente documentati dalle operazioni di intercettazione effettuate nel corso dell’indagine della Dda di Roma ‘Noi proteggiamo Roma’ che ha portato all’arresto di 20 persone appartenenti al clan e al sequestro di un patrimonio di circa 20 milioni di euro.

Secondo quanto scrivono gli inquirenti, ad esempio, Ferruccio Casamonica, dinanzi alle giustificazioni di un usurato, esprime senza mezzi termini le gravi conseguenze fisiche scaturenti dai mancati pagamenti: “Lo sai dove te butto io a te? … mò te darei na bastonata in testa… te spaccherei la testa!!….. le mascelle te romperebbi io!!”.

Ancora, Christian Casamonica minaccia pesantemente la propria vittima, colpevole di non aver consegnato il denaro: “Ma tu non ci credi io che ti faccio a te… tu non vuoi crede che se voglio io ti prendo… non vuoi capire”. Inoltre, non contento delle rassicurazioni fornite dall’usurato, il Casamonica continua a intimorire l’interlocutore dando seguito a una serie di imprecazioni: “Mi hai rotto il c…, come te lo devo dire che mi hai rotto il c…? Che hai deciso?”.

IL COLLABORATORE DI GIUSTIZIA: “NON ESISTE UN ‘CAPO DEI CAPI'”

“I Casamonica sono strutturati in questo modo: ogni nucleo familiare ha un suo capo e i vari nuclei familiari sono legati fra loro, ma non esiste un capo assoluto di tutti, un capo dei capi”. E’ quanto confermato da uno dei collaboratori di giustizia nel corso delle indagini della Dda di Roma che ha portato all’arresto di 20 persone appartenenti al clan Casamonica e al sequestro di un patrimonio di circa 20 milioni di euro.

“Il clan- si legge nell’ordinanza del gip- è caratterizzato da un comune senso di appartenenza alla medesima famiglia, è un vincolo che lega praticamente tutti i Casamonica, per cui, alla bisogna o nei momenti di difficoltà, tutti (e sono tantissimi) sono a disposizione degli interessi della famiglia. Tuttavia, a seconda della zona di competenza, ogni nucleo familiare ha la sua autonomia e il suo capo. Il capo del singolo nucleo familiare, di solito, è il padre o il primogenito”.

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16 Giugno 2020
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