Specie aliene, Costa: “Occhio a pesce scorpione e pesce lagocefalo, sono pericolosi”

Alcune specie marine presenti in Italia non sono ancora state inserite nell'elenco delle specie aliene invasive messo a punto dalla Ue
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – “La diffusione e l’espansione di diverse specie aliene invasive può essere favorita dai cambiamenti climatici”. Le specie aliene invasive “possono minare seriamente gli sforzi di protezione e ripristino della natura. Oltre a causare danni ingenti alla natura e all’economia, molte specie esotiche invasive favoriscono l’insorgenza e la diffusione di malattie infettive e costituiscono così una minaccia per l’uomo e la flora e la fauna selvatiche”.

Sergio Costa, ministro dell’Ambiente, lo dice nel corso della sua audizione alla commissione Ambiente della Camera sulle recenti iniziative normative dell’Unione europea in materia di cambiamenti climatici. Nel Regolamento Ue 1143/2014, che definisce l’elenco delle specie esotiche invasive “ritenute di rilevanza, sono ancora poco presenti le specie marine, ma sicuramente, alla luce dei continui studi e aggiornamenti- prosegue Costa- la lista potrà essere integrata“.

Ad esempio aggiungendo “il pesce scorpione, pericoloso per le persone in caso di contatto, e il pesce lagocefalo, che è un pesce palla maculato tossico”, segnala il ministro dell’Ambiente. Infatti, i mutamenti climatici in atto “cambiano i parametri naturali e queste specie entrano nei nostri mari in modo robusto“, segnala Costa, “e uccidono le nostre specie, le alloctone uccidono le autoctone”. Al riguardo, segnala il ministro, “attualmente Ispra sta lanciando una campagna di sensibilizzazione della popolazione su alcune specie pericolose“.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

16 Giugno 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»