VIDEO | Migranti, Soumahoro: “Mi incateno a Villa Pamphili per gli invisibili”. Con lui le sardine

La proposta dell'attivista sindacale e sociale Aboubakar Soumahoro fuori dalla villa dove si stanno svolgendo gli Stati generali
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ROMA – “Oggi inizio lo sciopero della fame e mi incateno qui a Villa Pamphili (entrata via Aurelia Antica, 183), dove si stanno tenendo gli Stati Generali, finché il governo non ascolterà il grido di dolore di noi invisibili e di tutti gli esclusi”. Così l’attivista sindacale e sociale Aboubakar Soumahoro in un post su Facebook.

In un video, Soumahoro spiega: “Rimarrò qui finché il governo non ci darà risposte chiare su tre punti: primo, la riforma della filiera agricola, con l’adozione della patente del cibo per garantire cibo eticamente sano alle persone e liberare contadini, agricoltori e braccianti dallo strapotere del giogo dei giganti del cibo che favoriscono lo sfruttamento e il capolarato. Secondo, varare di un Piano nazionale emergenza Lavoro, per assorbire le persone e tutelare quelli che rischiano di perdere il posto di lavoro per questa crisi sanitaria. Terzo, il cambio delle politiche migratorie, attraverso la regolarizzazione degli invisibili, con rilascio di un permesso di soggiorno di emergenza sanitaria convertibile in attività lavorativa”.

Soumahoro esorta poi il governo a “cancellare gli accordi con la Libia, i Decreti sicurezza con una riforma radicale delle politiche di accoglienza”. L’attivista invoca poi “la cittadinanza per i bambini cresciuti o nati in Italia e abolizione della Bossi-Fini”. Per Soumahoro “è una questione di civiltà: non lasciateci soli in questa battaglia, ma portateci la vostra solidarietà, le vostre sofferenze e i vostri sogni”. Il post si conclude con l’hashtag #nonsonoinvisibile.

LE SARDINE A FIANCO DI SOUMAHORO

“Con Aboubakar Soumahoro per gli invisibili”. Cosi’ sul profilo facebook delle Sardine che hanno raggiunto l’attivista sindacale che si è incatenato fuori la villa dove si stanno svolgendo gli Stati generali. A raggiungere Soumahoro è stata Jasmine Cristallo, portavoce del movimento delle Sardine.

“Riforma della filiera agricola. Varo di un Piano Nazionale Emergenza Lavoro. Cambio delle politiche migratorie. Abolizione dei decreti sicurezza. Come sardine- spiegano- aderiamo sia nella sostanza che nello stile alla sfida lanciata da Aboubakar. Una proposta umile, intelligente e rivoluzionaria. Aggregare le battaglie, farsene carico senza interessi elettorali, arrivare alla radice dei problemi: questo è l’inizio di quella grande ‘coalizione’, dialogo e speranza che noi auspichiamo da mesi e che tanta gente auspica da anni. Torniamo a dialogare, torniamo umani, torniamo a fare politica tutti insieme. Se non siamo capaci di aggregarci intorno a un simbolo, aggreghiamoci intorno a un’idea. Gli invisibili saranno visibili, non con le parole ma con i fatti”.

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16 Giugno 2020
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