Ddl Zan, il cardinale Bassetti: “Andrebbe corretto, non affossato”

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Il presidente della Cei invita a migliorare il disegno di legge contro l'omotransfobia in discussione in Senato per "renderlo più chiaro"
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ROMA – “Il ddl Zan andrebbe corretto più che affossato”. A dirlo è il presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bsssetti, nel corso della messa dedicata al mondo della comunicazione. “La legge – ha aggiunto Bassetti – dovrebbe essere fatta meglio per essere chiara a tutti”. Il disegno di legge contro l’omotransfobia, già approvato dalla Camera, è adesso in discussione in Senato.

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MICELI (PD): “MODIFICHE SI FACCIANO AL PRIMO PROVVEDIMENTO UTILE SUCCESSIVO”

“Il cardinale Bassetti, Presidente della Cei, riconosce che il ddl Zan non va affossato, semmai migliorato. L’unico modo per non affossarlo è approvarlo immediatamente, evitando rimbalzi infiniti tra le Camere. Le modifiche si possono fare al primo provvedimento utile successivo”. Questa la reazione su Twitter del deputato dem Carmelo Miceli, componente delle commissioni Giustizia e Antimafia, alle parole di Bassetti.

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L’APPELLO AI MEDIA: “CERCATE LA VERITÀ E NON AMPLIFICATE NOTIZIE DANNOSE”

Nel corso dell’omelia in occasione della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, Bassetti ha citato più volte le parole di papa Bergoglio e ha rivolto un appello ai media: “Questo è un tempo prezioso ma difficile” in cui “una frase può influenzare milioni di persone (come, per esempio, può accadere descrivendo gli effetti di un vaccino, o parlando in un certo modo di un avvenimento). A voi è chiesto di fare cultura, di aiutare gli uomini e le donne a cui vi rivolgete a vivere in questa società con impegno, coraggio, facendo conoscere loro la verità. Per sei volte, nel suo messaggio, Papa Francesco usa la parola ‘verità’. Voi, infatti, siete chiamati non a raccontare cose false, ma a narrare ‘la verità della vita’, e questo è un impegno grande e un dono per tutti. Ci domandiamo dunque: qual è l’informazione che voglio promuovere? Sono pronto ad aprirmi veramente all’altro e ad accoglierlo per quello che è? Sono domande che possono sostenere l’impegno a ‘comunicare incontrando le persone come e dove sono’. Vi auguro di essere cercatori di verità e non amplificatori di notizie dannose o che non costruiscono il bene comune. Fa tanto male vedere come, anche nella sofferenza, ci sia disinformazione. Il vero comunicatore, invece, è colui che riesce a mettere il mondo in comune, a costruire ponti di comprensione, a promuovere la pace attraverso la narrazione. E oggi ne abbiamo bisogno”.

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