Delrio: “Alitalia ha sbagliato. No a frammentazione o nazionalizzazione, ora manifestazioni di interesse”

Il ministro delle Infrastrutture spiega la strategia per salvare Alitalia
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ROMA – Quella di Alitalia non è una crisi che si inserisce in una difficoltà del settore, “Alitalia ha semplicemente sbagliato le strategie aziendali, o meglio, non ha messo in pratica le decisioni aziendali che aveva annunciato”. Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture e Trasporti, lo dice in una comunicazione alla commissione Lavori pubblici del Senato sul tema del commissariamento di Alitalia.

“BASSI RICAVI PER CARENZA AEREI TRATTE MEDIO-LUNGHE”

Alitalia tutto ciò “non lo ha fatto in un mercato in grande espansione, +4,8 nel 2016”, spiega Delrio, “e non l’ha fatto in Italia, dove il numero di voli per abitante è uno dei minori in assoluto” e quindi ci sono nel nostro Paese “grandi potenzialità sviluppo trasporto aereo, non solo per il turismo ma anche sui voli interni”.

Secondo il ministro, però, “Non esiste il tema che è a causa di strategie sbagliate sul turismo che Alitalia soffre, ma è perche non ci sono aerei sul medio e lungo raggio con una capienza adeguata, che danno un ricavo medio per passeggero comparabile alle compagnie di grandi dimensione internazionali. Abbiamo avuto discussioni molto crude con l’ad di Etihad- rivela Delrio- perché andava in giro a dire che il governo italiano non investiva abbastanza per promuovere il turismo italiano nel mondo”, ma “il problema che abbiamo é che non c’è offerta” di voli verso l’Italia, “non che non c’è domanda” di turismo verso il nostro Paese.

Ad esempio “i collegamenti con la Cina potrebbe essere molto superiori agli attuali, ed è mia ambizione farli diventare molto superiori”, aggiunge il titolare del Mit. In tutto ciò “Etihad aveva tutte le caratteristiche per portare Alitalia furoi dal tunnel, e con le giuste scelte manageriali sarebbe uscita dal tunnel”, prosegue Delrio.

“NO INGRESSO FS NE’ NAZIONALIZZAZIONE, IRRAGIONEVOLE”

La soluzione per risolvere l’ennesima crisi Alitalia, aggiunge il ministro, “non credo la strada sia far entrare Fs”, un’idea “francamente irragionevole, cosi come lo è lo Stato che si mette a fare l’operatore aereo. Abbiamo bisogno di campioni nazionali in grado di svolgere un ruolo geopolitico e geostrategico- spiega Delrio- ma ci sono solo se fanno il loro mestiere e non quello di altri”.

Il modello è quello di Ferrovie dello Stato che oggi “comincia a produrre centinaia di milioni di utile- rileva il titolare del Mit- ha un piano investimenti che ne fa la prima società nel nostro Paese, sono stati superati i 4 miliardi per Rfi e sono stati potenziati quelli del gruppo Fs, c’è  un piano decennale per 93 miliardi su treni regionali, treni merci e porti”.

Ma se Fs può rappresentare un esempio a livello di strategia manageriale, “impegnare le Ferrovie a fare trasporto aereo mi sembra francamente irragionevole, cosi come lo è lo Stato che si mette a fare l’operatore aereo” perché “abbiamo tanti vettori che sviluppano la loro offerta su Alitalia e crediamo che il mercato sia in grado di offrire opportunità all’azienda”.

“NON VA FRAZIONATA, A GIORNI BANDO MANIFESTAZIONI”

“Resto convinto che anche adesso, con i commissari già al lavoro, la vera operazione che va fatta è quella di non frazionare Alitalia e di mantenere l’unitarietà aziendale”.    Intanto, aggiunge Delrio, a giorni verrà pubblicato il bando per la manifestazione di interesse sull’azienda. La seconda fase: entro giugno la selezione delle manifestazioni di interesse, poi per la metà agosto quella delle proposte non vincolanti e entro la fine di settembre quella quelle vincolanti.

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