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In Messico assassinato il giornalista che sfidava i narcos

Javier Valdez, noto per le sue inchieste sul traffico di droga, e' stato assassinato a colpi di pistola. Aveva già ricevuto pesanti minacce
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ROMA  –  Il giornalista messicano Javier Valdez, noto per le sue inchieste sul traffico di droga, e’ stato assassinato a colpi di pistola.

Aggressori non identificati hanno aperto il fuoco a Culiacan, una citta’ dello Stato nord-occidentale di Sinaloa, vicino alla sede del settimanale da lui fondato, ‘Riodoce’.

Grazie al suo lavoro Valdez, 50 anni, aveva ricevuto nel 2011 un premio internazionale per la liberta’ di stampa dal Committee to Protect Journalists (Cpj).

Durante la sua carriera quasi trentennale, Valdez aveva scritto ampiamente di traffico di droga e di organizzazioni criminali in Messico, compreso il potente cartello di Sinaloa, che sarebbe responsabile per circa un quarto delle droghe illegali che arrivano negli Stati Uniti.

PENA NIETO: “CRIMINE ATROCE”

Il presidente messicano Enrique Pena Nieto ha condannato l’uccisione, definendola un “crimine atroce” e ha aggiunto che il suo governo e’ impegnato per la liberta’ di stampa.

Il procuratore generale dello Stato di Sinaloa, Juan Jose Rios, ha assicurato che le indagini sono in corso per fare luce sul caso e che proteggera’ la famiglia e le persone vicine a Valdez.

Il giornalista aveva gia’ riferito all’organizzazione Index on Censorship di aver ricevuto minacce nei confronti suoi e della sua famiglia affinche’ interrompesse alcune inchieste, mentre il suo ufficio era stato colpito da una granata.

IN MESSICO ALMENO 40 GIORNALISTI UCCISI DAL 1992

“Alcune mie fonti sono state uccise o sono scomparse” aveva denunciato. “Il governo non potrebbe occuparsene di meno. Non fanno niente per proteggerti“. L’uccisione segue di poche settimane quella di un’altra reporter, Miroslava Brech. Sono almeno 40 i giornalisti che, secondo dati del Cpj, sono stati assassinati nel Paese dal 1992.

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