martedì 6 Ottobre 2026

Migranti, dalla Commissione Ue presto un elenco dei Paesi sicuri. Meloni: “Siamo sulla buona strada”

La premier: "L'Italia ha svolto e sta svolgendo un ruolo decisivo per cambiare l'approccio europeo nei confronti del governo dei flussi migratori"

ROMA – Oggi la Commissione europea ha proposto di accelerare l’applicazione di due elementi del Patto sulla migrazione e l’asilo adottato lo scorso anno e che dovrebbe entrare in vigore a giugno 2026. Lo riporta la Commissione in una nota. Bruxelles ha inoltre proposto di istituire un elenco europeo dei paesi di origine sicuri, per esaminare con procedura accelerata o di frontiera le domande dei rispettivi cittadini. Tra quelli inseriti, figurano Kosovo, Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Marocco e Tunisia.

MELONI: BENE PROPOSTA UE SU PAESI SICURI, CONFERMA BONTÀ NOSTRA DIREZIONE

“Accolgo con grande soddisfazione la proposta di lista UE Paesi sicuri di origine presentata dalla Commissione europea e che ricomprende, tra gli altri, anche Bangladesh, Egitto e Tunisia”. Così ha commentato in una nota la premier Giorgia Meloni, che vede confermate proprio quelle nazionalità dei migranti che per tre volte il governo ha cercato di rimpatriare tramite l’hotspot e il centro di trattenimento di Gjader, costruiti con fondi italiani sul suolo albanese, incontrando poi il “no” dei giudici italiani, che ne hanno disposto il ritorno in Italia. Poi, ad aprile, la decisione di trasformare con un decreto la struttura di Gjader in un Centro di permanenza per il rimpatrio, a cui è seguito il trasferimento di una quarantina di persone.

Meloni ha aggiunto: “Ritengo altrettanto positiva la proposta di anticipare l’entrata in vigore di alcune componenti del Patto Migrazione e Asilo, in particolare la possibilità di designare Paesi sicuri di origine con eccezioni territoriali e per determinate categorie e di applicare il criterio del 20%. Si tratta infatti di fattispecie che consentono di attivare le procedure accelerate di frontiera ai migranti che arrivano da determinate Nazioni, come previsto dal Protocollo Italia-Albania”.

Il riferimento è alla prima “accelerata” della Commissione sull’attuazione del Patto, che, informa ancora Bruxelles, “prevede di applicare la procedura di frontiera o una procedura accelerata alle persone provenienti da paesi in cui, in media, il 20% o meno dei richiedenti ottiene protezione internazionale nell’Ue”. La Commissione intende poi attuare un secondo aspetto del piano: “I paesi terzi sicuri e i paesi di origine sicuri possono essere designati con eccezioni, offrendo agli Stati membri maggiore flessibilità escludendo regioni specifiche o categorie di persone chiaramente identificabili”. Per Meloni si tratta di “un’ulteriore conferma della bontà della direzione tracciata dal Governo italiano in questi anni e del sostegno di sempre più Nazioni europee. L’Italia ha svolto e sta svolgendo un ruolo decisivo per cambiare l’approccio europeo nei confronti del governo dei flussi migratori. Se oggi anche in Europa ci si pone come priorità la difesa dei confini esterni, il contrasto all’immigrazione irregolare di massa, il rafforzamento della politica dei rimpatri e l’attuazione di partenariati paritari con i Paesi di origine e transito, lo si deve per buona parte alla determinazione e alla caparbietà dell’Italia. I fatti dimostrano che avevamo ragione e che siamo sulla buona strada”.

Mentre queste proposte attendono il voto del Parlamento europeo, la Commissione ipotizza anche di designare i Paesi candidati come “sicuri” poiché, “nell’ambito del loro percorso di adesione si stanno adoperando per raggiungere la stabilità delle istituzioni che garantiscono la democrazia, lo Stato di diritto, i diritti umani e il rispetto e la protezione delle minoranze”.

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